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Direttiva UE 2023/970 su equità e trasparenza retributiva

La nostra Associazione sostiene con convinzione i principi della parità retributiva tra uomini e donne in linea con le misure di contrasto a qualsiasi forma di discriminazione di genere promosse da Confcommercio sia col CCNL Terziario, Distribuzione e Servizi, sia con gli enti bilaterali.

La Direttiva (UE) 2023/970 su equità e trasparenza retributiva, che dovrà essere recepita entro il prossimo 7 giugno da parte del Governo italiano, rappresenta un passo importante verso una maggiore trasparenza salariale e un contrasto più efficace al cosiddetto gender pay gap.

Tuttavia, come Confcommercio Ascom Bologna siamo convinti che il recepimento della Direttiva con un decreto legislativo, già all’esame del Parlamento, presenti alcune criticità che rischiano di tradursi in un significativo aggravio burocratico per le piccole e medie imprese.

Il recepimento della Direttiva introduce infatti obblighi informativi e procedurali che si sovrappongono a quelli già previsti dalla normativa nazionale vigente. Ricordiamo che il nostro ordinamento dispone già di strumenti consolidati per il monitoraggio e il raggiungimento della parità retributiva, come il Codice delle Pari Opportunità (D.lgs. 198/2006) e il Rapporto biennale sulla situazione del personale maschile e femminile, obbligatorio per le aziende con più di 50 dipendenti.

La duplicazione di adempimenti, senza una reale semplificazione o armonizzazione normativa, rischia di compromettere l’efficacia delle misure e di generare confusione, aumentando i costi amministrativi e sottraendo risorse preziose alla produttività e all’innovazione del nostro sistema imprenditoriale.

Confcommercio ritiene inoltre imprescindibile che la norma di recepimento della Direttiva debba valorizzare pienamente il ruolo dei CCNL rappresentativi, come quelli che ci vedono protagonisti, stabilendo che, al fine di valutare le retribuzioni applicate alle lavoratrici e ai lavoratori che svolgono mansioni di pari valore, si faccia riferimento, con certezza e affidabilità, al sistema di classificazione professionale e inquadramento previsto dalla contrattazione collettiva nazionale di lavoro sottoscritta dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative.

Ogni apertura ai “contratti pirata” che prevedono meccanismi di sotto-inquadramento e trattamenti economici inferiori, favorirebbe il dumping contrattuale che mina la leale concorrenza tra imprese e comprometterebbe il raggiungimento dell’equità retributiva di genere.

Le imprese del terziario sono già pronte a fare la loro parte per promuovere una cultura della trasparenza e dell’equità, ma crediamo che gli obiettivi che si prefigge la Direttiva (U.E.) potranno essere raggiunti efficacemente solo con un approccio pragmatico e coerente, improntato alla semplificazione e al ruolo dei CCNL siglati dalle organizzazioni sindacali e datoriali più rappresentative.

Per ogni ulteriore informazione contattare l’Ufficio Lavoro e Relazioni Sindacali:
Tel. 051.6487402, e-mail sindacale@ascom.bo.it

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