Il presidente Trombetti: “Quei soldi servono per eventi e incentivi al turismo” La giunta ha invece destinato a Hera i dieci milioni per la pulizia della cittÃ
I10 milioni di euro destinati dalla tassa di soggiorno alla copertura del mancato aumento della Tari, scatenano la reazione delle associazioni di categoria. A fare la voce grossa su tutte è Federalberghi Bologna che contesta all’amministrazione forma e sostanza del provvedimento. «Apprendere questa notizia dai giornali mi ha rovinato la mattina – esordisce il presidente Giovanni Trombetti – non è così che si costruisce una collaborazione, una scelta politica come quella adottata andrebbe comunicata e discussa. Il Comune si è confrontato con i sindacati, ma con noi no. E questo fa male». Nel 2025 sono stati 23 i milioni incassati dalla tassa di soggiorno (18 a dicembre 2025, più 5 di avanzo), di questi 10 – 3,5 dall’avanzo e 6,5 dalla tassa 2026 – andranno ad Hera per la pulizia della città come era già avvenuto lo scorso anno quando furono “dirottati” 4,5 milioni. Ma è proprio su questo tema che Trombetti si accende.
«La scelta dunque è quella di far pagare la pulizia ai turisti – sottolinea – peccato che siano proprio loro a dirci di continuo che la città è sporca, che la spazzatura non viene raccolta, che ci sono graffiti a imbrattare i muri». Ad avvalorare il passaggio mostra il post di un turista americano, Carl Hamilton, che due giorni fa si è lasciato andare ad uno sfogo sui social. «Dopo 30 anni passati a viaggiare per il mondo – scrive – posso dire onestamente che Bologna è una delle città più deludenti che io abbia mai visitato. Visto tutto il denaro che incassa dai turisti, verrebbe da pensare che potrebbe spenderne un po’ per ripulire la città da sporcizia, rifiuti, graffiti».
«Queste cose – attacca Trombetti – i turisti le fanno presente a noi». Lo scorso 5 aprile Federalberghi aveva avanzato a Palazzo d’Accursio una proposta, sottoscritta anche da altre associazioni di categoria: la richiesta era quella di stanziare 500 mila euro per eventi dedicati al periodo natalizio (che generalmente è quello che vede il minor afflusso di turisti) e 500mila in incentivi al turismo congressuale. «Lo abbiamo fatto perché per fare le cose per bene bisogna muoversi per tempo – incalza Trombetti – ma a distanza di oltre due mesi non abbiamo ricevuto una risposta». Secondo il presidente di Federalberghi manca la volontà di investire sul turismo. E per sottolineare questo aspetto basta guardare gli stanziamenti degli ultimi dieci anni a favore di Bologna Welcome, ora Fondazione Bologna Welcome. «Non ci si è mai mossi dalla cifra di 1,5 milioni all’anno – spiega – ma nello stesso periodo di tempo la tassa di soggiorno è O Turisti in piazza Nettuno O Turisti questa estate in centro a Bologna: la tassa di soggiorno è cresciuta negli ultimi tre anni (dal 2023 al 2025) da 15 a 23 milioni passata da un incasso di 4,7 milioni agli attuali 23. Che nel 2026 saliranno onostante una possibile flessione nei numeri delle presenze, almeno a 26 o 27 milioni. Vorrei poter ragionare di questi problemi con qualcuno». Per Trombetti quello che serve a Bologna sono «pulizia, decoro e sicurezza» e, ribadisce, «è necessario che la stessa qualità che viene chiesta all’interno delle nostre strutture sia garantita anche all’esterno». Anche perché secondo gli ultimi dati disponibili dall’associazione, il turista in albergo spende il 40-45% del suo budget, il resto è destinato alla città .
Marco Merlini, la Repubblica 8 luglio 2026