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Le richieste dei tassisti. «Preferenziali e sicurezza il tram è un’incognita»

Ultimatum delle sigle unite: «L’amministrazione ci ascolti o ci mobiliteremo». Tra i problemi principali, il taglio delle corsie riservate con l’infrastruttura

«A Bologna il futuro per i taxi è un’incognita». Un sos, un appello, un ultimatum. Li hanno formulati e messi nelle mani dell’amministrazione comunale i rappresentanti sindacali dei tassisti. Con toni pacati, ma decisi, in vista del termine dei lavori del tram che stanno cambiando volto alla città, affrontano i temi con cui quotidianamente devono fare i conti: organizzazione del lavoro, viabilità, sicurezza, lotta all’abusivismo. «Tematiche – dicono a più riprese – oggetto negli anni di tanti tavoli ma nessuna vera soluzione». Di qui, l’ultimatum: «Se a settembre non avremo risposte, avvieremo metodi diversi». Compresa la mobilitazione. Massimo Sarti presidente Ascom Taxi, Mirko Bergonzoni segretario nazionale Fiadel Trasporti, Salvatore Vrenna responsabile Fita Cna, Sandro Colombo rappresentante Unica Taxi Filt Cgil, Massimiliano Scarano rappresentante Confartigianato Taxi, Ivan Mengual Martin rappresentante Uritaxi: tutti uniti in quella che definiscono una «giusta rivendicazione». I rappresentanti delle circa 800 licenze di taxi bolognesi partono dalla viabilità: «Cosa sarà di noi – attacca Bergonzoni – quando il tram sarà attivo? Ad oggi, nonostante proposte e tavoli di discussione, i problemi non vengono risolti. Un confessionale in cui ascoltarci, ma senza feedback».

E ancora: «Abbiamo riscontrato resistenza – aggiunge Massimo Sarti -, noi invece vorremmo un dialogo più proficuo. Ci sono strade in cui le nostre vetture non entrano, altre in cui il tram si affianca al marciapiedi. Per noi sono disservizi. Noi portiamo anziani, disabili, tante donne in orari serali». Mancano dunque, secondo le richieste della categoria, percorsi, accessi ai posteggi, postazioni per carico e scarico. La richiesta è diretta: «L’Amministrazione ci deve mettere nelle condizioni di spostare persone – aggiunge Bergonzoni -. Non avendo preferenziali diventa dura, per esempio, andare in aeroporto rapidamente». Il riferimento alle preferenziali è ripetuto più volte: «Dieci chilometri in meno in un Comune che è lungo otto – spiega Vrenna -, questo sarà. I lavori hanno tagliato la città. Inoltre, sono state tolte le direttrici per i grandi hub, come via di Corticella». E poi la flessibilità: «Dobbiamo organizzare il servizio in modo diverso – argomenta Colombo -, soprattutto quando arrivano i picchi, in deroga alle 12 ore di turno».

E ancora, la sicurezza: «Bisogna adeguare i sistemi all’interno dei taxi – argomenta Bergonzoni -, con telecamere che riprendano all’interno e all’esterno. Abbiamo necessità di collaborazione più stretta con le forze dell’ordine, ma ci servono strumenti. In Zamboni, Petroni Aldrovandi ci troviamo davanti un muro di folla. È un problema, tra sputi e insulti». E infine un accenno all’abusivismo: «Problema da affrontare – dice Scarano -. Abbiamo raccolto 400 firme, chiediamo di fare verifiche maggiori sugli Ncc che girano non sempre con permessi in regola». Le soluzioni? «Dobbiamo andare avanti per gradi – chiosa Sarti -. L’ultimo incontro è stato il 25 maggio: ci hanno promesso di farci avere notizie in due settimane ma nulla. Mobilitazione? Qualcosa deve cambiare. Se dai tavoli tecnico-politici non arriveranno risposte ci rivolgeremo al sindaco, poi valuteremo come procedere».

Renzo Sanna, Il Resto del Carlino – 28 luglio 2026

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