Inaugurato lo stabilimento, inizia l’era del Gruppo Monti Salute Più
Alto Reno Terme. La banda municipale, il sindaco Nanni con la fascia tricolore, il taglio del nastro e tanti cittadini presenti nonostante la temperatura non proprio primaverile. Gli ingredienti della festa c’erano tutti per l’attesa inaugurazione delle Terme di Porretta, il giorno zero di una nuova era per la stazione termale dell’Appennino che, dopo lunghi anni di crisi e di decadenza, apre la pagina del rilancio grazie all’acquisizione dell’Inail e all’ingresso del Gruppo Monti Salute Più nella gestione con importanti investimenti. Spalle larghe su cui si conta per moltiplicare arrivi e presenze dei turisti nell’alta valle del Reno, alla ricerca del benessere e della salute.
Gli applausi più calorosi della giornata li ha riscossi proprio il professor Antonio Monti presentando i suoi progetti e soprattutto mettendo il dito nella piaga dei collegamenti infrastrutturali. «Nel 1949 – ha ricordato – ho preso il treno da Porretta per Bologna insieme a mio padre dopo essere stato operato all’ospedale Costa di appendicite, con un biglietto di terza categoria. Noi ci abbiamo messo 45 minuti e non un’ora e dieci come ci si impiega adesso. «È possibile che oggi non si possano fare corse dirette e veloci?», ha chiesto rivolto agli amministratori presenti. «Faremo tante cose belle – ha promesso Monti – e la prima è proprio la salute. Se io a 84 anni sto benissimo è perché ogni mattina vado in piscina a fare quello che insegno alla gente. Le nostre saranno terme di terza generazione, faremo delle Terme di Porretta uno stile di vita globale e porteremo avanti anche un progetto sulla nutrizione. Dobbiamo essere un punto di riferimento internazionale».
A fare gli onori di casa è stato Graziano Prantoni, ex amministratore pubblico ed oggi dirigente del Gruppo Monti Salute Più. All’evento, oltre al sindaco Giuseppe Nanni, erano presenti tra gli altri l’assessore regionale Andrea Corsini, la sindaca di Monghidoro e delegata metropolitana Barbara Panzacchi, il direttore dell’Ascom Giancarlo Tonelli e i consiglieri regionali Igor Taruffi, Michele Facci e Marco Mastacchi. Non è intervenuto invece il ministro del Turismo Massimo Garavaglia, atteso alla vigilia. II nodo dei collegamenti è stato toccato anche dall’assessore regionale Andrea Corsini: «Noi come Regione dobbiamo fare la nostra parte mettendo a terra una serie di interventi infrastrutturali», a cominciare dalla «variante alla statale 64 e il raddoppio della linea ferroviaria Porrettana: questo è il nostro impegno». «Non è una cosa scontata essere qui in questo giorno – ha detto Corsini -. C’è stato un grande lavoro e ci sono state fasi difficili in cui è stato necessario operare con grande determinazione. Oggi siamo qui a celebrare una pagina nuova, con un investimento stimabile in 30 milioni di euro. Questo giorno segna anche una grande rimessa in moto del sistema economico dell’Appennino». Per Barbara Panzacchi «Porretta meritava di tornare al centro delle politiche turistiche». Al limite delle lacrime, il sindaco Nanni ha confessato di essere molto emozionato: «Nella mia lunga vita di amministratore, mai e poi mai avrei immaginato un epilogo così favorevole per il nostro futuro». Le terme saranno il perno di un grande progetto di riassetto della zona, che partirà dal parco circostante, con il recupero delle cupole Najadi e una grande piscina termale, per collegarsi al vicino santuario della Madonna del Ponte, che sarà presto consacrata come patrona del basket. Dopo il taglio del nastro lo stabilimento ha aperto le porte ai visitatori e, da domani, inizierà ad accogliere i cittadini per l’ampia gamma di terapie già disponibili.
Enrico Barbetti, Il Resto del Carlino – 3 aprile 2022
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