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Ponte del 2 giugno. Turismo, un sorriso a metà. «Serve puntare sulla Fiera»

Trombetti (Federalberghi): «Boom di presenze straniere grazie ai grandi eventi. Calo dei ricavi a maggio, bisogna reinvestire le risorse della tassa di soggiorno»

«Bologna ha numeri positivi, ma non sarei così entusiasta: dobbiamo continuare a investire sulla Fiera e sui grandi eventi». Giovanni Trombetti, presidente di Federalberghi Bologna, guarda i dati relativi al ponte del 2 giugno con cautela, ricordando i motivi dietro a un boom di presenze che vede le camere degli hotel occupate oltre al 90%, ma «si arriverà anche al 100%». «Non serve dire va tutto bene, dobbiamo guardare cosa succede – dice Trombetti -. In programma ci sono il concerto dei Metallica allo stadio e due eventi molto importanti: il ‘World Dog Show’ in Fiera, che richiama più di 10.000 partecipanti da tutto il mondo, e il congresso ‘Espid’ sulle malattie infettive pediatriche, con 3.000 delegati. La città è attrattiva, va detto, ma se ci ritroviamo questo boom di stranieri per il 2 giugno, che è una festa nazionale, la spiegazione è questa». «Il turismo leisure c’è e cresce – insiste Trombetti -, ma come dice da tanti anni Federalberghi il settore funziona per tutta l’area metropolitana quando ci sono tanti eventi sul territorio. I flussi turistici non spontanei tutto l’anno vanno alimentati da questi appuntamenti.

Maggio, infatti, non è andato benissimo dal punto di vista dei ricavi, e non da quello occupazionale. Come dice giustamente Ravaglia (presidente di Bologna Welcome; ndr) pesano l’assenza del Gran premio di Formula 1 a Imola e dell’Autopromotec, fiera biennale. Chiudere maggio con un -15% pesa sui bilanci». I dati per Trombetti mostrano una situazione in cui non è tutto oro quello che luccica: «È vero che c’è una crescita, ma quella tanto paventata del 7% tra il 2025 e il 2024 è dovuta all’introduzione per gli affitti brevi del Cin (il Codice identificativo nazionale; ndr). Se andiamo a spacchettare i dati regionali, si parla di una crescita della Destinazione Bologna-Modena del 7%, ma il comparto alberghiero aumenta dell’1% e quello extra alberghiero vede un’esplosione del 20%. Non si tratta di nuovi flussi, ma di turisti che c’erano già negli anni precedenti: il famoso ‘sommerso’, oggi emerso grazie al Cin. Poi ci sono l’aumento dei costi per le imprese e quello per il personale, oltre ai 23 milioni della tassa di soggiorno che vanno investiti affinché il settore si auto-alimenti. Insomma, dobbiamo continuare a investire con continuità sui grandi eventi e sulla Fiera, che è il motore della città e non va data per scontata».

Francesco Moroni, Il Resto del Carlino -31 maggio 2026

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