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Venturi e i conti senza l’ oste

L’ultima indagine di Zucchini

Il quinto Zucchini potrebbe anche essere l’ultimo. Magari il penultimo, ecco la trieiettoria dell’oste- investigatore Emilio Zucchini, alter ego romanzato dell’oste-scrittore Filippo “Ossola” Venturi, forse sta per puntare altrove. E magali Bologna dovrà fare “I conti senza l’oste”, titolo dell’ultimo episodio della saga appena uscito per Mondadori che l’autore presenterà oggi. alle 19, con Stefano Tura al Convento Santa Margherita. in questo noir, pur sempre giocato coi toni della cornmedia bolognese, c’è una puntina di amaro in più. «Prima Zucchini era un pretesto per raccontare le miepassioni- spiega Venturi – come la cudua, Bologna, ìa LraUoria, i clienti e le loro richieste impossibile. Ora …: uno strumento per ricordare di fatti realmente accaduti mi sono rimasti nel cuore, come la tragedia
dei salvemini nel libro precedente, e qui i delitti della Uno Bianca». Qui si commemora, nei panni della vittima Delfo, Ferruccio Fanciullacci scomparso Davide, anima del ristorante Donatello che di Venturi era amico e vicino di casa in via Righi, a pochi passi dalla sua Montanara. Entra anche quello, in questa storia, così come il Bologna in C:hampions League.
L’ amore per la città rimane ma l’incrollabile ottimismo semprerebbe messo a dura prova. Ormai – si legge -attraversare Bologna si è tradotto in un eterno zigzag tra smog, clacson e automobilisti inferociti. Il traffico si è evoluto in Quaresima, se imbocchi la tangenziale all’uscita 6 per espiare i peccati passati vai in pari anche con i prossimi. Il vPm business sarebbe vendere spiedini di pesce alle macchine inchiodate nel ponte di via Stalingrado. Zucchini elenca i nemici storici dei bolognesi come una litania o una zirudèla: il sindaco, l’assessore al traffico, il vigile urbano, l’ausiliare, il carro
attrezzi, ii fuorisede tiratardi, l’oste selvaggio. il graffittaro. il venditore di rose e accendini, il saltim·
banco ai semaforo, il rider con la sua bici sfrecciante, Ryanair, il forestiero in monopattino e, infine, ciò che di recente ha misteriosamente, essendo il bolognese polemico cresciuto a rosette e mortadella scalato le classifiche fino a raggiungere ia vetta: il detestatissimo tagliere di salumi, detto anche ”taglierino” in tono spregiativo». Eccolo, dunque, «il bolognese imbruttito, con isuoi vocali velocizzati e la vita che scone altrove, accerchiato da 1cibi morbidi e fuggi, zuppe delivery e tortellini da passeggio. Un ossimoro. O fritti: e allora perché non le crescenti.ne in brodo o il gelato lesso?». Venturi specifica: «Bologna è sicuramente fuori forma e sottosopra, siamo tutti fermi nel traffico, esausti, daun anno e mezzo. Ma, come scrivo, Bologna continua a essere la donna più bella del mondo. Zucchini Bologna la ama quando è in forma, elegante e di classe, e quando si è appena svegliata ed è struccata e spettinata; la ama quando è in difficoltà, in una notte così, senza luna e senza stelle, piena di buchi e calcinacci, con tutti che la criticano e le danno addosso». Ouindi Zucchini sta per cambiare aria o no? «Se devo andare avaanti solo per tenerlo in vita o scrivere co·
se che non mi convincono, anche no. Ma vorrei mollarlo dopo averlo accompagnato altrove, facendo la famosa trasposizione al cinema o in tv.

La Repubblica, 7 luglio 2026

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