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Il caldo cambia il turismo. «Tour estivi e nuovi orari per proteggersi dall’afa»

Giovanni Trombetti Presidente Federalberghi Bologna: «Tanti arrivi dagli Stati Uniti: la città è attrattiva»

ll caldo non ferma il turismo, ma inevitabilmente lo trasforma. Per chi decide di visitare la città delle Due Torri in estate, la sfida non è più soltanto quella del viaggio ma anche quella delle alte temperature, così roventi da toccare in alcuni momenti della giornata anche la soglia dei quaranta gradi. Proprio per fare fronte a questo clima torrido, Bologna Welcome ha infatti scelto di proporre ai turisti anche la possibilità di modificare gli orari per il tour della città, spostando la lancetta dell’orologio alle 9.30 del mattino (anziché alle 10.30) e nel pomeriggio alle 16.45 invece che alle 15. «Si tratta di una soluzione molto apprezzata dai visitatori – conferma Daniele Ravaglia, presidente di Bologna Welcome -. Una proposta che potrà proseguire finché le temperature resteranno su questi livelli». Nonostante il caldo torrido però, l’estate sembra dare segnali incoraggianti soprattutto per quanto riguarda gli arrivi internazionali. «I turisti stranieri superano la soglia del 60 per cento del totale – spiega Ravaglia -. A trainare il settore sono gli americani, ma soprattutto gli inglesi, che stanno riscoprendo Bologna con grande interesse, mentre gli alberghi stanno registrando un tasso di occupazione intorno all’80 per cento».

La crescita del turismo internazionale, secondo Ravaglia, era già evidente da inizio anno: nei primi sei mesi del 2026 gli arrivi sono aumentati dell’8,7% in città e del 9,5% nell’area metropolitana rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Restano inoltre molto apprezzati alcuni dei luoghi simbolo di Bologna, come la Torre dell’Orologio, il Museo dell’Archiginnasio e Palazzo Pepoli «che continuano ad attirare moltissimi turisti». Bene anche la provincia, conclude Ravaglia, grazie alle proposte messe in campo e i diversi percorsi escursionistici dell’Appennino, tra cui il Mountain Trail con le sue opere di land art, che continuano ad attirare un numero crescente di visitatori. A scattare una fotografia dello scenario è anche Giovanni Trombetti, presidente di Federalberghi Bologna: «È ancora presto per tracciare un bilancio, considerando soprattutto che in tanti prenotano sotto data – spiega – Per il momento siamo in linea con gli anni scorsi: non stiamo registrando né un boom né un crollo, ma la città continua a dimostrarsi attrattiva. Stiamo inoltre osservando una crescita dei flussi provenienti dall’Europa dell’Est, in particolare da mercati emergenti sui quali si è investito, come Polonia e Romania. Bene anche i turisti americani e, ovviamente, anche quelli italiani, in arrivo sotto le Due Torri per riscoprire la città felsinea». In questo scenario però non mancano anche alcune criticità. «C’è però un dato che preoccupa: stiamo registrando un calo dell’Adr, il ricavo medio per camera, che rispetto allo scorso anno è diminuito di circa il 5-7%. Questo significa che le camere vengono vendute, ma a prezzi più bassi. Un aspetto che pesa ancora di più in una fase in cui i costi, dall’energia alle materie prime, continuano a crescere, riducendo così il margine che resta agli albergatori». Rimane poi il capitolo della tassa di soggiorno, «che dovrebbe essere rinvestita in termini maggiori per la promozione del turismo di quanto invece non accada» e la necessità di guardare già verso il periodo dicembre gennaio, «periodo tradizionalmente più sottotono che andrebbe invece sostenuto con una programmazione tempestiva, definendo in tempo eventi e strategie in grado di attrarre un maggior numero di turisti».

Giorgia De Cupertinis, Il Resto del Carlino – 3 agosto 2026

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