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ConfGuide analizza il fenomeno. «Da anni segnalazioni e multe. Ma troppi rimangono impuniti»

La presidente Paola Balestra sul tema: «Il problema è radicato sotto le Torri e anche in provincia. Stretta collaborazione con la polizia commerciale. Ma le sanzioni purtroppo spesso non bastano

Paola Balestra, presidente nazionale e locale di ConfGuide (Federazione Nazionale Guide Turistiche), quanto è diffuso il fenomeno dell’abusivismo? «Lo è abbastanza in tutta l’area metropolitana, quindi non solo sotto le Torri, ma anche in provincia. Un fenomeno che persiste da anni, da quando a Bologna è esploso il turismo». Quali sono le azioni in campo per contrastarlo? «Da tempo lavoriamo con la polizia commerciale (sezione della Locale, ndr), segnalando agli uffici episodi e persone. Il primo incontro lo abbiamo fatto nel 2018. Dal canto loro, gli operatori hanno sanzionato parecchi di questi accompagnatori che fanno da guida in maniera illecita. Ma poco cambia». Perché, secondo lei? «Queste persone, in prevalenza straniere, rimangono impunite: se ricevono la multa, la pagano e il giorno dopo sono di nuovo operativi. Alla fine, insomma, rimangono impuniti e non hanno particolare timore di essere beccati. È un cane che si morde la coda, insomma». Quale tipo di turismo è più ’fertile’ per loro? «Quello del cibo è la base, diciamo. Con la scusa dei tour enogastronomici (l’enogastronomia è per legge propria della figura delle guide, che possono effettuare questo tipo di visite), gli accompagnatori fungono da guide.

Oggetto di tante discussioni anche con i vigili e le associazioni. Ci sono delle realtà che promuovono questi pacchetti e ingaggiano degli accompagnatori al posto delle guide. Abbiamo già fatto numerose segnalazioni». Come si potrebbe intervenire sul tema? «Partendo intanto dai negozianti gastronomici che si affidano a questo tipo di servizio. A livello istituzionale, il cambio di passo c’è già stato e le sanzioni vengono emesse, ma finché la pena non sarà esigibile, non ci saranno veri cambiamenti. È fondamentale anche un altro aspetto». Quale? «Le persone abilitate e i professionisti, quando lavorano, emettono le fatture. Chi oggi fa la guida turistica abusiva, invece, non ne fa. E anche se in un domani (per 12 anni gli esami per l’abilitazione alla professione di guida sono stati bloccati, ndr) dovessero diventarlo, non penso che sarebbe disposto a tracciare ciò che guadagna». Quanti associati conta ConfGuide? «Tra Bologna e provincia, siamo circa 200, tra guide turistiche e accompagnatori turistici, i quali fanno capo alle Regioni. La Legge del 2023, invece, discplina solo ed esclusivamente la figura della guida». Anche questa figura soffre il ricambio generazionale? «Sì, perché questa non è una professione a cui i giovani pensano. È un lavoro totalizzante che richiede impegno e tempo».

Il Resto del Carlino, 3 luglio 2026

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