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Zanarini, cambio di gestione. Vince l’offerta di Vecchia Malga

L’azienda della famiglia Chiari si aggiudica il bando. Passaggio di mano anche per la pasticceria Gamberini 1907 in via Ugo Bassi, acquisita da Faroalto

Lo storico Caffè Zanarini di piazza Galvani cambia gestione. Ad aggiudicarsi il bando è la Vecchia Malga, brand della famiglia Chiari presente a Bologna dal 1969, che oggi in città gestisce una decina di punti vendita oltre ad attività di ristorazione presso la Fiera, con 250 dipendenti. L’offerta vincente ammonta a 400mila euro all’anno, superando quindi la base d’asta di mille euro al giorno, base di gara minima fissata dal Comune lo scorso marzo. Circa due mesi fa è scaduta la possibilità di fare domanda, ora dopo una serie di incontri la vicenda si è conclusa
con il passaggio di gestione.
Accanto al fattore economico, il bando ha tenuto conto di una serie di vincoli legati alla tutela del contesto architettonico e culturale. Tra cui, peraltro, la collocazione all’interno del complesso dell’Archiginnasio, che comporta limiti precisi sulle attività ammesse, con l’obiettivo di preservare il carattere del luogo. Fino a ieri l’immobile di circa 800 metri quadrati è stato della famiglia mantovana Antoniazzi, che dal 2013 aveva in gestione Zanarini.
I lavoratori sono circa 35, ed è proprio su quest’ultimi che si concentra perlopiù la Flai Cgil, che ha chiesto l’apertura di un tavolo di salvaguardia in Città metropolitana «per garantire la piena occupazione e le stesse condizioni economiche e normative», scrive il sindacato in una nota. A proposito di bar e caffè storici della città, anche la pasticceria Gamberini ha cambiato proprietà. Il gruppo Faroalto, attivo nell’industria alimentare, nella ristorazione e nella valorizzazione di locali storici, ha acquisito la gestione del Caffè pasticceria Gamberini 1907 in via Ugo Bassi. La fase operativa partirà non appena saranno completate tutte le formalità previste dalla legge, si spiega in una nota, comunque non prima della fine del mese di giugno. Per l’ad Andrea Ristori: «La gestione di queste attività si inserisce nella nostra vision di sviluppo – racconta –. Si tratta di insegne coerenti con il nostro Dna. Quindi, locali avviati, in posizioni di pregio, lungo una direttrice interessante anche in termini logistici, e un laboratorio produttivo con caratteristiche tecnologiche di alto livello, in particolare nel segmento dei grandi lievitati».
Questa acquisizione va ad arricchire un portafoglio di marchi che complessivamente conta oggi circa 350 dipendenti e un fatturato di oltre 30 milioni.

Giovanni Di Caprio, Il Resto del Carlino -12 giugno 2026

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