Il presidente Sangalli al Corriere della Sera: “il mio segreto? Ascolto e collegialità. I corpi intermedi costruiscono ponti e favoriscono la coesione sociale”
«Ottanta anni fa Confcommercio già c’era, e non escludo che il vostro presidente fosse già Sangalli». Presidente Sangalli, la premier Meloni alla vostra assemblea ha scherzato così sulla sua longevità come leader. Per tacer dei suoi anni, che sono 89…
«No, no. Deve esserci un errore sulla carta d’identità, non credo di averne più di 60. Ma questo non lo scriva…».
Mentre come presidente quanti anni conta?
«Venti. Non sono così longevo come dice la premier, ma mi riprometto di allungare il mio percorso celebrando i 100 anni della Confederazione e quelli della Repubblica italiana».
In 20 anni è cambiato il mondo. Ci racconta un aneddoto delle origini?
«Al nostro Forum di Cernobbio nel 2012 c’era il premier Mario Monti, vari ministri e i sindacati. Stupito, l’allora presidente della Camera Gianfranco Fini esclamò: “Ma ci sono tutti, manca solo il Papa!”».
Qual è stato l’osso più duro da affrontare in questi anni?
«Certamente il Covid. Un’emergenza sanitaria ed economica senza precedenti. E se non è diventata un’emergenza sociale colossale lo si deve anche ai corpi intermedi e alle nostre imprese che hanno mantenuto tenacemente la rotta».
E com’è cambiato il ruolo dei corpi intermedi?
«I corpi intermedi costruiscono ponti, creano collegamenti, aiutano a fronteggiare piccole e grandi difficoltà. In una parola contribuiscono alla coesione sociale del Paese. Una rappresentanza moderna deve svolgere un ruolo non solo di rivendicazione ma anche e soprattutto di analisi e proposta».
La sua prima passione è stata la politica nella Dc?
«Sì, l’ho ereditata da un grande maestro che è stato mio padre».
E la sua seconda passione è sempre il Milan?
«Certamente sì, anche se il Milan di questi tempi mi ricorda che sono nato a Porlezza in provincia di Como…».
Ci dice qual è il segreto per durare a lungo?
«L’ascolto. Che poi è la premessa fondamentale per capire e risolvere un problema. Ascolto le istanze, le criticità, le proposte e i consigli del nostro mondo associativo. Tutto questo con lo spirito di collegialità che ha sempre animato la mia presidenza».
Cosa augura a chi prima o poi dovrà succederle?
«I consigli preferisco ascoltarli e non darli. Sono ancora in pista!».
di A. Bac.
Dal Corriere della Sera dell’11 giugno 2026