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La paura non frena i consumi. «Ma serve più crescita»

«L’economia italiana, nonostante le tensioni internazionali, mostra una capacità di tenuta superiore alle aspettative», lo afferma il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli

«L’economia italiana, nonostante le tensioni internazionali, mostra una capacità di tenuta superiore alle aspettative», lo afferma il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, commentando l’analisi economica dell’Ufficio Studi della Confederazione diffusa ieri in vista dell’assemblea generale del 10 giugno a Roma, alla quale è prevista la partecipazione della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Secondo l’indagine, malgrado il blocco dello stretto di Hormuz e le difficoltà nell’approvvigionamento di materie prime essenziali come il gas, lo scenario nazionale rimane complessivamente «favorevole alla crescita» e distante dallo spettro della recessione che sembra minacciare l’Europa. A sostenere l’attività economica, occupazione ai massimi storici, propensione al consumo ancora significativa, turismo in crescita e un’inflazione di fondo che resta sotto il 2%.

Quest’ultimo dato, in particolare, viene letto come il segnale di un sistema produttivo-distributivo che non ha trasferito integralmente gli shock esterni sui prezzi. Le stime di Confcommercio sulla crescita dell’economia e dei consumi italiani si rivelano così più ottimistiche rispetto a quelle diffuse recentemente dalle principali istituzioni nazionali e internazionali. Il Pil, secondo la Confederazione, è destinato ad aumentare dello 0,9% nel 2026, i consumi dell’1,2%, a fronte degli incrementi rispettivamente dello 0,5% e dell’1% registrati nel 2025. Gli investimenti, invece, che lo scorso anno avevano mostrato una crescita del 3,5%, dovrebbero aumentare dell’1,8% nel 2026, mentre le esportazioni dell’1%.

Meno favorevoli appaiono i dati per il 2027: secondo le previsioni dello studio, le esportazioni vedranno un incremento dell’1,8%, ma il Pil dello 0,7%, i consumi dello 0,8% e gli investimenti dello 0,7 per cento. In questo quadro, gioca un ruolo cruciale anche una propensione al consumo ancora forte: «Certo – sottolinea Sangalli – l’incertezza rimane elevata, ma non si traduce in sfiducia generalizzata». Le intenzioni di acquisto delle famiglie a maggio testimoniano che si stanno mantenendo livelli elevati. Infatti, il 29% prevede di comprare elettrodomestici, il 24,5% mobili e quasi il 16% un’autovettura, mentre il 23,5% ha in programma lavori di ristrutturazione della casa. Lo studio afferma quindi che «sebbene alcuni comparti non abbiano ancora recuperato i livelli raggiunti negli anni precedenti la domanda resta solida e conferma la volontà degli italiani di investire nei principali beni durevoli e nei progetti familiari».

Buone notizie anche sul fronte estivo: le intenzioni sulle prossime vacanze rispecchiano questa tendenza con un 38,5% di italiani che ha già programmato una vacanza, confermando il turismo come uno dei principali motori della crescita. Si tratta del dato più alto registrato dal 2020. «Sono dati positivi – conclude il presidente di Confcommercio, tracciando la rotta per i prossimi mesi – ma occorre rafforzare investimenti e competitività per ritrovare la via di una crescita più robusta e duratura».

QN nazionale, 9 giugno 2026

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