II direttore di Ascom: «Confcommercio in prima linea ormai da 25 anni. Ma occorre più sinergia tra amministrazione, procura e forze dell’ordine
«La verità è che chi imbratta la città viene identificato, ma non perseguito a dovere. Non c’è dubbio che le sanzioni in questi anni siano state più leggere di quanto necessario». Giancarlo Tonelli, direttore di Confcommercio Ascom, interviene nella grande partita che riguarda i graffiti e il decoro urbano con una convinzione: «Bisogna invertire drasticamente la tendenza». Matilde Madrid, assessora alla Sicurezza urbana integrata, sul Carlino ha messo nero su bianco l’intenzione rinnovata di mettere mano al regolamento di polizia urbana, trovando «assieme alle associazioni di categoria linee guida sull’esposizione della merce all’esterno dei locali». Un’arma a favore di strade più vive e riqualificate. Una soluzione, però, che potrebbe sollevare perplessità soprattutto tra i commercianti del centro, piuttosto che tra quelli della periferia, con il rischio di generare un ‘effetto mercatino’.
Tonelli, sul decoro urbano occorre fare di più?
«Come Confcommercio Ascom da 25 anni interveniamo attraverso i patti di collaborazione concordati con il Comune o i Quartieri per ripulire dai graffiti alcune zone della città: dai muri ai portoni, fino alle serrande, in collaborazione con i nostri associati. Non abbiamo mai mollato anche quando sono arrivate alcune delusioni».
Di che tipo?
«Spesso a imbrattare i muri con tag o graffiti assolutamente privi di valore culturale e artistico sono stranieri o cittadini non bolognesi che arrecano un danno alla città. Queste persone negli anni sono state identificate, ma nessuno è stato punito».
Cosa intende quando dice ‘bisogna invertire la rotta’?
«Molti si sono uniti a noi nella pulizia di muri, serrande e portoni, mentre tanti volontari sono intervenuti con associazioni o con gruppi di residenti per ripulire strade e piazza. Ecco, dopo 25 anni di impegno una parte di questi si è ritirata delusa dal fatto che la sporcizia torna poco dopo essere stata ripulita. Parliamo di un impegno, anche economico, vanificato dal fatto che c’è chi imbratta quanto vuole. Soprattutto la notte».
Come invertire la rotta?
«Occorre mettere mano al regolamento di polizia urbana, ma anche chiedere un’attenzione particolare sia alla procura, sia alle forze dell’ordine, perché ci sono troppe segnalazioni che continuano ad arrivare».
Servono più controlli?
«Certo è che bisogna rivedere in maniera più severa il regolamento, ma dall’altra parte è chiaro che servono controlli con modalità che diano la sensazione di un’attenzione alta in città sul tema. Penso anche all’ultimo episodio in via Nosadella…».
Cosa ne pensa?
«Intanto, va ricordato che è successo in pieno giorno, così come è bene sottolineare che l’intervento di rimozione è stato tempestivo: una reazione civica assolutamente positiva, in linea con una città che vuole migliorare il proprio modo di presentarsi a residenti e turisti. Questi ultimi spesso, negli alberghi e nei ristoranti, chiedono il perché di tante brutture sotto le Due Torri».
Occorre una comunione d’intenti, insomma?
«II decoro urbano è un tema che va certamente affrontato in maniera sinergica. Servono gesti concreti. Ogni tanto se ne parla e questo è un bene, ma la partita vera si gioca a riflettori spenti, cioè quando quotidianamente bisogna proseguire il lavoro».
Francesco Moroni, Il Resto del Carlino – 4 giugno 2026