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Addio a Fabio Paltrinieri, libraio d’arte

Se n’è andato fra i suoi libri, esaudendo il desiderio confessato agli amici

Le serrande de Il Leonardo, libreria d’arte antica e moderna di via Guerrazzi, ieri mattina non si sono alzate. Le aveva chiuse lui, Fabio Paltrinieri, la sera prima alle 20 come sempre, poi è andato a casa in via Fondazza e lì nella notte è morto. Di Finale Emilia, ma da una vita a Bologna, Paltrinieri, So anni, da tempo malato di diabete, è stato per decenni il punto di riferimento degli storici dell’arte, dei critici, dei collezionisti e anche degli studenti . Aveva trasformato il suo Leonardo in uno spazio aperto, d’incontro, anche di segreti e pettegolezzi. Un cenacolo, una sorta di bar degli storici dell’arte. Affabile, pronto alla conversazione, conosceva la vita culturale della città e le varie fazioni degli storici bolognesi. Libero e di controtendenza, un po’ anarchico, preparato e informato sulle pubblicazioni di ultima uscita. Era un classico ordinare cataloghi, monografie e quant’altro da lui, «versando una caparra», come ricordava in uno dei suoi biglietti appesi ovunque. La notizia della sua scomparsa è arrivata nell’attiguo bar Maurizio di prima mattina, col corpo senza vita trovato dalla persona che lo accudiva. Le vetrine sono lì, piene di libri e con la sua postazione col computer ben in vista: chi passeggiava sotto il portico non poteva non vederlo, sempre con una sigaretta in bocca. Sono ancora sul tavolo i suoi occhiali, una sportina, il dispenser col gel, il mouse del pc. Lì nel suo mondo, nato 40 anni fa in via Porta Nova e poi dal ‘go in Guerrazzi in affitto dai «Fiamminghi». Aveva
studiato architettura a Firenze senza laurearsi, la sua grande passione era la storia e con quel taglio aveva aperto la sua prima libreria. Che è diventata la sua casa. Poi, nel tempo, grazie anche alle collaboratrici che si sono alternate in libreria, in primis Francesca Eusebi con lui per 12 anni, si è aperto a tutte le arti, antica
e moderna in prima fila – a lui piacevano gli artisti «parrucconi»- ma anche contemporanea, design, tanta architettura, pubblicazioni per bambini. Nei suoi anni migliori aveva viaggiato, alla ricerca di testi e volumi. Tutto si ‘è rallentato con i primi malanni e poi il Covid. Attività ridotta anche a causa della crescita di Amazon, pronta a sostituire il libraio specializzato di Bologna. Qμel tutt’uno di umanità e carta non c’è più e gli amici più vicini stanno già ragionando su come far continuare a vivere quello spazio di cultura e d’incontro.

Fernando Pellarano, Corriere di Bologna – 24 ottobre 2022

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