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L’intervista a Bernabò Bocca

«Serve elasticità, non ci sono alternative il certificato può far ripartire il settore»

Meno privacy e più vacanze. Ma a pensarla così non è solo il presidente della Corte Costituzionale, Giancarlo Coraggio, ma anche gli operatori del settore turistico che da sempre spingono per un utilizzo più esteso del pass vaccinale, magari utilizzandolo per riaperture mirate anche dei grandi eventi. Il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, tra i primi a sponsorizza il pass verde, chiede ad esempio flessibilità per non ostacolare la ripartenza del turismo.

Il pass per le vacanze ha già fatto impennare le prenotazioni?

«Impennare è un parolone, stiamo assistendo a una lenta ripresa delle prenotazioni per luglio e agosto nelle località di mare. Anche gli stranieri, americani compresi, si stanno facendo avanti, prenotando nelle città d’arte a partire però da settembre. Giugno sarà il mese più complicato: gli alberghi lavoreranno principalmente nei weekend. Ma qualcosa almeno si inizia a muovere».


Cosa risponde al Garante per la privacy che in audizione nelle commissioni riunite Affari costituzionali, Giustizia e Affari sociali, ha mosso critiche al pass per le vacanze?

«Siamo in una situazione di emergenza, per questo chiediamo elasticità. Comprendo le perplessità del Garante, ma al pass non ci sono alternative: è l’unico strumento in grado di assicurare una ripartenza del settore».


Il pass per funzionare necessita però di un coprifuoco più leggero, è d’accordo?

«Il coprifuoco alle 22 contribuisce senz’altro a frenare le prenotazioni in questa fase, spostandolo di una o due ore in avanti la situazione migliorerebbe. Poi servono campagne di comunicazione mirate, sul mercato interno e estero, per riportare il turismo a Roma e Firenze e nelle città d’arte in generale, che come dicevo prima saranno le ultime a riempirsi di visitatori».

Restano da spendere inoltre un milione di bonus vacanze riscossi e non utilizzati nel 2020. L’incentivo aiuterà il settore a risollevarsi?

 «Abbiamo sempre detto che il bonus vacanze è una buona misura di sostegno alle famiglie. Finora però l’incentivo non ha fatto presa, al punto che sono stati “prenotati” solo 800 milioni di euro su una dotazione iniziale che superava i due miliardi di euro. Il problema è che per molti mesi le strutture ricettive sono rimaste chiuse dunque chi ha ricevuto il voucher si è ritrovato nell’impossibilità di spenderlo. Adesso che gli alberghi sono aperti, invece, il bonus vacanze dovrebbe avere più fortuna, con riflessi positivi anche per noi albergatori».

Infine il Pnrr destina al turismo interventi per 2.4 miliardi di euro, oltre alle risorse che sono nei ministeri collegati. Soddisfatto?

«Bisogna capire dove verranno investiti questi soldi, noi abbiamo chiesto di mettere il grosso delle risorse nella riqualificazione delle strutture. Ma questa è una partita che deve ancora essere giocata».

Francesco Bisozzi, Il Messaggero 14 maggio 2021
Bernabò Bocca

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Annalisa Gotti

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