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I pubblici esercizi in protesta permanente in Piazza Maggiore. «Riaprire solo nei dehor è discriminatorio. Tutti devono lavorare»

Vincenzo Vottero: «Distinzione tra locali inaccettabile. I protocolli per la ripartenza ci sono già»

I pubblici esercizi della Fipe di Confcommercio Ascom Bologna hanno deciso di dar vita a un picchetto permanente di protesta in Piazza Maggiore, almeno fino a fine aprile, per difendere i diritti di tutta la categoria colpita dalle restrizioni Covid.

Tari scontata del 100%, riduzione dell’Irap, sconto totale sull’Imu, blocco degli sfratti, semplificazione per l’accesso al credito bancario, risarcimenti veri e adeguati alle perdite e riaperture non solo con servizio nei dehor, ma anche all’interno dei locali, sono alcune delle richieste degli imprenditori, stanchi di essere ancora una volta «vessati da regole discriminatorie», commenta Vincenzo Vottero, presidente Fipe-Ristoranti e trattorie di Confcommercio Ascom Bologna.

«Accogliamo con favore le riaperture dal 26 aprile, ma troviamo assurdo e discriminatorio prevedere che solo chi ha i posti all’esterno possa lavorare con la clientela ai tavoli – spiega Vottero –. A Bologna ci sono centinaia di locali che non hanno modo di utilizzare i dehor, si fa una distinzione inaccettabile. È una regola senza alcun senso. Bisogna permettere a tutti di riaprire seguendo regole e protocolli che esistono già».

Al centro della protesta non ci sono solo le riaperture: «I pubblici esercizi sono stati praticamente sempre chiusi da un anno a questa parte. Ci vogliono aiuti concreti e non mancette, come lo sono stati i ristori – prosegue il presidente della Fipe-Ristoranti e trattorie –.  Chiediamo lo sconto del 100% della Tari e dell’Imu, così come un accesso al credito facilitato e risarcimenti veri e adeguati alle perdite subite. Solo così si aiuta la categoria intera».

Vottero, allora, punta l’accento su come i pubblici esercizi siano stati trattati nel corso della pandemia. «Siamo una parte importante del prodotto interno lordo del Paese, ma continuiamo a essere la categoria più vessata di tutte, come palestre e locali da ballo. Siamo ormai stanchi di essere trattati in questo modo – conclude Vottero –. Ciò che dispiace è anche vedere come a noi della Fipe di Confcommercio Ascom Bologna, al Comitato tutela ristoratori bolognesi, al gruppo Adesso basta ed Esercenti resistenti, che siamo in piazza per difendere i diritti di tutti, non si siano affiancate altre associazioni di categoria».

Bologna, 19/04/2021

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