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Bolognina, sos sicurezza Artigiani e commercianti: «Basta strumentalizzazioni. Bisogna cambiare passo»

Dopo il summit in Prefettura, le categorie spengono le polemiche e chiedono fatti Tonelli (Ascom): «Male gli antagonisti, ma l’ordine non è affare degli youtuber»

«Un cambio di passo rapido e incisivo. La Bolognina se lo merita». Questo serve all’area storica del Navile, attanagliata da microcriminalità e degrado, per le associazioni di categoria. Confcommercio Ascom, Confesercenti e Cna lanciano un appello alle istituzioni, alla luce del tavolo ad hoc che si è tenuto l’altro giorno in Prefettura. Un summit dal quale sono emerse soluzioni per la zona della stazione, con una ‘chiusura’ degli accessi, e per la Bolognina, con controlli anche notturni. Ma adesso «occorre un cambiamento radicale», che non prevede solo repressione e prevenzione, ma anche attività e servizi. Ne è convinta Cna, che ha in mente un piano, già presentato al Comune, per «rigenerare la zona – esordisce il direttore generale Claudio Pazzaglia -. Stiamo individuando lo spazio per creare un hub in Bolognina, dal nome ‘Cna Orienta’». Uno spazio, appunto, «per fare orientamento a popolazione e imprenditori, rivitalizzando il quartiere». Questo perché, «al di là delle manifestazioni, bisogna cominciare a coltivare insieme progetti costruttivi, a prescindere dal colore politico». L’obiettivo è riportare «vivibilità e sicurezza alla Bolognina durante tutta la giornata, pensando all’area come un luogo residenziale e commerciale – aggiunge -. Basta con la polemica pre-elettorale o con le contestazioni: le istituzioni seguano un obiettivo comune». E sulle ‘ronde social’ degli influencer vicini alla destra: «Se c’è qualcosa su cui indagare, lo faccia la magistratura. In questi giorni si è solo alzato il livello di tensione: ma, finiti i dibattiti, cosa si fa? Dobbiamo andare oltre».

Giancarlo Tonelli, direttore generale di Ascom, è chiaro: «I commercianti della Bolognina meritano molto rispetto per tutto quello che hanno sopportato in questi anni, dalla presenza massiccia di criminalità fino ai cantieri del tram. Ora è tempo di un cambio di passo radicale, che consenta ai negozianti di svolgere in maniera migliore il loro lavoro, garantendo sicurezza, rispetto della legalità e prevedendo una ripartenza vera a fine lavori». Sulle tensioni create dalla ‘ronda social’ degli youtuber anti-deg rado e sulla contestazione dei collettivi a Galeazzo Bignami, «sono inaccettabili intemperanze. Se i centri sociali pensano di rallentare o bloccare la vita delle attività e e della mobilità nel quartiere, sono fuori strada. Bisogna creare condizioni per permettere al quartiere di tornare alla legalità. I commercianti devono tornare a lavorare in maniera serena e tranquilla. E la lotta alla criminalità è in mano alle forze dell’ordine, non agli influencer». Loreno Rossi, direttore di Confesercenti, insiste sulla tematica della sicurezza, che «ancora una volta non viene affrontata come oggetto di confronto, ma come un attacco tra opposizioni politiche. Polemiche che danno fiato agli estremismi, guardiamo agli influencer da una parte e ai collettivi dall’altra». Per questo «occorre cambiare registro, lavorando sulla percezione di mancanza di decoro e poco controllo, diffusi in tutta la città». Bisogna «iniziare a ragionare su come far rimanere nel nostro Paese chi arriva per lavorare e mandare via chi, invece, approda per delinquere. Senza ideologie, vanno prese in considerazione tutte le possibilità, compreso un eventuale Cpr a Bologna o in regione – scandisce Rossi -. Qui non si tratta di razzismo: tanti nostri associati hanno personale straniero. E sono queste persone che vanno trattenute».

Mariateresa Mastromarino, Il Resto del Carlino – 16 settembre 2026

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