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La grande crisi dei negozi. Big data dai cellulari contro la desertificazione

Sono 33 i punti di osservazione monitorati grazie al progetto di Ascom. «Studieremo arrivi, abitudini e tempi per programmare gli investimenti»

Combattere la desertificazione economica e commerciale della città attraverso l’utilizzo di dati analitici e nuove tecnologie. Questo è l’obiettivo a cui mira il nuovo Osservatorio Cities Analytics di Confcommercio Emilia Romagna, all’interno del Progetto CITIES. Grazie ad un accordo con WindTre stipulato a livello nazionale, si può misurare il numero di visitatori e profilarli, consegnando ad associazioni di categoria e decisori politici, ma anche alle imprese stesse una serie di dati che potranno rivelarsi utili nella battaglia per salvare il commercio di prossimità. I punti di monitoraggio sono 33, distribuiti nelle 9 province della regione per provare ad arginare l’emorragia. In 6 anni, dal 2019 al 2025, il tessuto commerciale bolognese ha perso 683 imprese di vicinato, con una media di circa 100 negozi di quartiere che chiudono ogni anno. Il che significa perdere 102 milioni di euro. Stesso discorso nella Città metropolitana dove si è passati da 9.959 a 8.563. «Le imprese del commercio di prossimità presidiano ogni giorno i nostri centri storici e i nostri quartieri, ma per difenderli servono conoscenza e dati certi», sottolinea Enrico Postacchini, presidente Ascom-Confcommercio Emilia-Romagna. Questo strumento, il quinto giorno di ogni mese, pubblicherà un report affidabile sull’andamento dei flussi di visita registrati nei punti che coprono i maggiori «addensamenti commerciali».

Dai centri storici ai poli turistici e commerciali, si avranno informazioni dettagliate e in tempo reale. Partendo dal numero dei visitatori, passando per i comportamenti di permanenza. Si saprà tutto sulla durata della vista e si potrà costruire un identikit completo sul profilo dei visitatori, analizzando fasce d’età e capacità di spesa stimata. Non mancherà un’analisi dettagliata dell’effetto di eventi particolari, come i weekend dei saldi o le manifestazioni fieristiche e culturali, per misurarne l’impatto sul territorio. Infine, sarà premessa una lettura a più livelli con diversi confronti tra il dettaglio provinciale e il quadro regionale più ampio. Dati di mobilità precisi che restituiranno un’immagine più nitida di come, nel quotidiano, vengono vissuti i luoghi del commercio. L’osservatorio permetterà sia alle istituzioni sia ai commercianti, di prendere decisioni più accurate. Come ribadito da Paolo Testa, il responsabile Settore Urbanistica e Rigenerazione Urbana di Confcommercio Nazionale, i dati aiuteranno a migliorare il rapporto tra negozio e «quello che succede fuori dal negozio. Perché quando un negozio chiude è un problema di tutta la città», ha evidenziato. Un ruolo centrale, ovviamente, sarà riservato anche alle istituzioni. «Questo strumento prezioso, basato su dati puntuali e aggiornati, ci permette di leggere con maggiore precisione i flussi urbani e orientare in modo più efficace le politiche di Comune e Regione», spiega Roberta Frisoni, assessora regionale al Commercio. A inquadrare il contesto socioeconomico in cui questo contesto deve lavorare ci ha pensato Nomisma e il presidente Paolo De Castro spiega: «Unire le forze serve per suggerire soluzioni per risolvere la crisi commerciale». Una «perdita di ricchezza culturale» a cui l’Osservatorio Cities Analytics, vuole trovare una soluzione.

William Zanellato, Il Resto del Carlino -7 ottobre 2026

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