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In vicolo Alemagna la festa dopo i cantieri con musica e tortellini

In vicolo Alemagna due giorni di festa per la fine dei lavori

L’ asfalto non c’è più, al suo posto c’è una bella pavimentazione in pietra. In vicolo Alemagna i lavori di riqualificazione partiti a fine giugno, voluti da Palazzo d’Accursio per il piano di valorizzazione delle strade in centro, sono arrivati in fondo, dopo qualche slittamento, intoppo burocratico e settimane di strada bloccata. Per la Trattoria Leonida la chiusura di 45 giorni ha significato un calo del fatturato del 40%. A pochi metri, i vicini di Ruggine hanno dovuto riallestire in fretta e furia il loro chiosco al giardino Klemlen, dove avevano passato l’estate, per aggirare il cantiere ancora in corso e scongiurare la cassa integrazione dei dipendenti.

Ora che le transenne sono (quasi) rimosse, il vicolo che taglia Strada Maggiore fino a Santo Stefano, è pronto a ripartire. E lo fa con una festa di strada in piena regola, sabato 10 e domenica 11 ottobre, dalle 11.30 all’1 di notte. Pranzi, aperitivi, street food, musica dal vivo, mostre fotografiche per brindare alla fine del cantiere, ma anche ai 12 anni di Ruggine e ai 70 anni di Leonida. Due locali che hanno stagioni, storie e pubblici diversi, tanto vicini quanto lontani, ma non per quelle 48 ore. La storia della trattoria è tutta appesa alle sue pareti: qui è incorniciato il certificato di avviamento intitolato al cameriere Dante Naldi, insieme alla sua prima busta paga, è il 9 ottobre 1956, ecco le sette decadi da festeggiare. Ma la trattoria fu fondata nel 1938 da Leonida Mini, morto nel 2024 a 102 anni. «Mio padre Dante – racconta Paolo Naldi, 57 anni, da quindici anni alla guida del locale – era sfollato dopo la guerra. È arrivato a Bologna da ragazzo dopo aver fatto per due mesi il fattorino dai tessuti Zinelli». La voglia di fare non gli mancava. «Zinelli gli disse che era troppo sveglio e lo portò da Leonida. Ha iniziato come cameriere, poi ha scalato le mansioni». Quando negli anni Ottanta Leonida va in pensione, il testimone passa a Dante, che oggi ha 86 anni, e che continua a dare una mano in cucina, nonostante un piccolo acciacco da poco risolto. Poco in quelle stanze è cambiato in questi settant’anni. I piatti forti sono sempre quelli: zucchine ripiene e polpette, lasagne, funghi e cacciagione. «Romano Prodi è un nostro cliente, ama trippa e friggione». Ma ci sono stati Nicola Matteucci, Eco e Andreatta, Casini e De Castro. Per domenica pomeriggio Paolo Naldi preparerà tortellini in cono. A fare la regia della due giorni è Riccardo Vastola che, coi soci Stefano D’Onofrio, Davide Patta e Giacomo Crosa, ha aperto qui Ruggine, il cocktail bar, nel 2014. Un gruppo che oggi gestisce quattro punti, compresi i Ragù di via Goito e piazza Aldrovandi e il laboratorio di via Sant’Isaia, con una trentina di dipendenti. «Settembre per noi è il terzo mese dell’anno per fatturato e trovarci la strada chiusa all’ultimo è stato pesante», spiega Vastola. «Però adesso vogliamo far vedere il vicolo pulito. Festeggiamo i nostri 12 anni e l’entrata nella classifica dei Top 500 Bars». Tutto a ingresso libero. Musica jazz manouche, dj-set, rockabilly acustico e stand up comedy. Tra i muri del vicolo sarà allestita una mostra fotografica nata da un’open call lanciata sui social e intitolata “Bologna di Traverso”.

Sabrina Camonchia, Il Resto del Carlino – 6 ottobre 2026

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