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Anziani, le liste d’attesa fanno paura. «In tredicimila aspettano una Cra»

Pirazzoli (Anaste). «La Regione convochi un tavolo, aiutare a casa non è la formula giusta»

I gestori delle strutture private per anziani tornano a chiedere alla Regione un tavolo per affrontare la questione. Quello dell’aumento dei costi è il nodo principale, da cui dipende anche un lento turnover. «Il numero di anziani non autosufficienti è aumentato in maniera spropositata e quindi non ci sono abbastanza posti conferma Luigi Pirazzoli, presidente regionale Anaste- le liste d’attesa sono complicate anche da oggettive difficoltà, data la forte complessità dei nuovi residenti dal punto di vista sanitario». Inoltre «le strutture vanno piano ad accogliere anche perchè spesso i costi superano le rette. Per questo è necessario che i nuovi accreditamenti tengano conto anche del fatto che i costi sono esplosi negli ultimi cinque anni. Sono aumentati del 20-25%, a fronte di tariffe regionali per l’accreditamento che dal 2009 hanno avuto poche maggiorazioni. Siamo ancora lontani di un 10-15%». Bologna «è la provincia che fa più fatica». In alcune province, poi, «ci sono meno anziani rispetto al numero delle strutture- spiega Pirazzoli oppure ci sono più strutture piccole che hanno minori problemi. E poi ci sono gli enti religiosi, che hanno un regime fiscale diverso». E infine: «I contratti per il personale andrebbero adeguati al pubblico. E questa spesa andrebbe riconosciuta». Secondo il presidente Anaste, «puntare solo sulla domiciliarità non è la strada giusta. Assistere una persona a casa ha comunque costi superiori rispetto a una struttura».

Il Resto del Carlino, 13 settembre 2026

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