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Le richieste dei residenti. «Ordinanza anti-vetro e una pattuglia di notte»

Le proposte dei Comitati e commercianti della zona all’amministrazione. «Le bottiglie sono un’arma nelle mani dei violenti. E si chiudano le corti Acer»

Che vengano adottati un’ordinanza anti-vetro e anche un provvedimento anti-alcol. Perché «le bottiglie, nelle mani dei violenti, sono delle vere e proprie armi», soprattutto se sotto alterati di alcolici o stupefacenti. E pure una pattuglia delle forze dell’ordine che, di notte, sia fissa sul territorio e monitori «quell’area di pochi metri quadrati che, seppur minuscola, diventa terra di nessuno». Queste sono solo alcune delle richieste che i residenti e i commercianti, la maggior parte riuniti in comitati di zona, avanzano all’amministrazione comunale, a cui chiedono «interventi risolutivi, rapidi e veri. Perché noi da tempo siamo precipitati nella disperazione e, nonostante qualche miglioramento, siamo ancora vittime di questo contesto fatto di spaccio e criminalità».

Da alcuni componenti del Comitato Bolognina Storica, che si era mobilitato mesi fa presentando un esposto per denunciare la losca attività di alcuni negozi e pubblici esercizi «complici dello smercio di sostanze stupefacenti» lungo via Nicolò dall’Arca, arrivano numerose idee da presentare agli esponenti di Palazzo d’Accursio. In primis, un’ordinanza anti-vetro, considerando che «i soggetti che si aggirano per la nostra zona hanno sempre delle bottiglie in mano. E si sa benissimo che, quando gli animi di scaldano, questi le spaccano e utilizzano colli o cocci per minacciare chi li circonda. Vengono usate come vere e proprie armi». E quindi «togliere il vetro dalla loro disposizione sarebbe già qualcosa e ridurrebbe il rischio». Come fatto già dalla giunta dell’ex sindaco Virgilio Merola nel 2016, che aveva coinvolto anche le strade sensibili della Bolognina nei provvedimenti. Come via Carracci, Zampieri e Albani.

A questo si aggiunge la richiesta di «adottare un’ordinanza anti-alcol, per evitare che questo possa influire con gli atteggiamenti già molesti che in zona pusher e tossicodipendenti hanno». Poi, «una pattuglia fissa notturna delle forze dell’ordine – dicono altri membri del Comitato, a cui tantissima gente di quartiere fa riferimento -, perché nelle ore notturne non riusciamo più a dormire. Ogni sera si scatena il delirio. E il Mercato Albani, che è storico, va messo in sicurezza». E, parlando di ambienti da riqualificare, il pensiero va alle corti di Acer. A cui «chiediamo un’implementazione dell’illuminazione, per rendere quella zona, covo di sbandati e spacciatori, più sicura – continuano alcuni residenti -. Ci sono persone che addirittura passano la notte lì, con materassi stesi per terra, all’aria aperta. Ed è impossibile passare di lì». Inoltre, la richiesta rivolta anche ad Acer è «di chiudere le corti, proprio per vigilare meglio sugli accessi, limitandoli ai soli autorizzati». Non solo: «Chiediamo di attivare le telecamere in tempo reale e che siano collegate direttamente alla Centrale Operativa» delle forze dell’ordine. Un modo che, secondo i cittadini, consentirebbe «un intervento più diretto». Anche ‘Progetto Bolognina’ ha delle richieste da inviare al Comune: «Siamo d’accordo sul tema dei provvedimenti anti-vetro e anti-alcol, sono tematiche di cui parliamo da anni e anni – commenta Simona Bentivogli, che parla anche come rappresentante dei commercianti Ascom in Bolognina -.

Concordiamo anche sulla richiesta di incrementare l’illuminazione dentro gli spazi Acer, nei quali servono comunque mantenere delle regole ben precise». In più, «noi abbiamo chiesto tempo fa di poter avere almeno due rappresentanti delle forze dell’ordine, una pattuglia appiedata che controlli il territorio, conosca la zona e sia in grado di dialogare con le persone. Mai è stato attuato questo progetto – chiude Bentivogli -. Per i commercianti, sarebbe anche importante ripristinare una viabilità scorrevole e pulita: dove le strade sono chiuse, si annidano degrado e insicurezza. Che è un problema che la Bolognina si trascina dietro da troppi anni. Ora bisogna agire».

Mariateresa Mastromarino, Il Resto del Carlino -6 settembre 2026

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