II presidente Trombetti critico sull’ipotesi aumento: «Così si mette in difficoltà l’intera filiera
Giovanni Trombetti, presidente di Federalberghi, cosa pensa dell’appello del sindaco per alzare la tassa di soggiorno a un massimo di 10 euro?
«Siamo abbastanza sorpresi, sopratutto che venga presa Firenze come modello. Nemmeno lì hanno avuto coraggio di alzare l’imposta a 10 euro perché questo vale solo per gli alberghi a 5 stelle, e Bologna ne ha uno. Questa politica frena non solo il turismo leisure, cioè chi viene a visitare la città, ma rischia di ostacolare anche il turismo congressuale, fiore all’occhiello della città, come stiamo vedendo in questi giorni con il Cersaie».
Vi opporreste a un eventuale rialzo, dunque?
«Così non si fa altro che spingere i turisti fuori città. Poi il sindaco sostiene qualcosa che non è ancora possibile: oggi le città che possono applicare al massimo la tassa devono avere un flusso di visitatori 20 volte superiore ai residenti. Parliamo di Verbania, Venezia, Firenze, soprattutto Rimini. In più c’è il nodo su come vengono reinvestite queste risorse».
Da mesi il dibattito è acceso.
«Quest’estate la Giunta ha deciso di destinare 10 milioni su 23 per bloccare l’aumento della Tari. A Firenze su 85 milioni, circa 35 vengono reinvestiti nel trasporto pubblico, senza contare che più di 2 milioni vengono reinvestiti nella promozione turistica. A Bologna parliamo poco più di un milione e mezzo, circa il 9%. Faccio un esempio…».
Prego.
«Imola è una realtà molto diversa, me ne rendo conto, ma destina alla promozione turistica il 40% delle entrate. Poi c’è il capitolo su Bologna Welcome».
La trasformazione in fondazione non convince?
«La decisione era stata motivata per ‘facilitare l’impiego delle risorse’, dato che le entrate della tassa di soggiorno stavano aumentando. Bologna Welcome prima riceveva un milione e mezzo, proprio come oggi. Non è che non ci convince, è una narrazione che fa sorridere».
Insomma, urge una svolta.
«Non dimentichiamoci poi che gli alberghi sono una piccola parte dell’offerta, il 60% va a negozi, trasporti, servizi, II rischio non è solo mettere in crisi il mercato degli alberghi, ma l’intera filiera».
Cosa occorre, dunque?
«II sindaco deve concentrarsi sulla lotta al degrado e sulla pulizia dei graffiti, su investimenti fondamentali per trasformare la nostra città. Inutile chiedere di fare sacrifici, se poi il cliente vede lo stato in cui è ridotta Bologna. Ad oggi per il periodo di Natale ci sono circa 180 mila euro, di 90 della Città metropolitana e 90 dall’avanza di bilancio di Apt (l’associazione regionale di promozione turistica; ndr): io ritengo che una città come Bologna, con i cantieri finiti e nell’ultimo annodi mandato del sindaco, meriti di più. Investire sul Natale avrebbe dato un segnale».
Francesco Moroni, Il Resto del Carlino – 24 settembre 2026