Il direttore generale di Ascom sul progetto ideato con il Comune. «Siamo disponibili a collaborare sui Giardini Fava e la Bolognina».
«Ê il momento di agire per far sì che l’esperienza di piazza XX Settembre si allarghi al resto dell’area che circonda la stazione. E noi la nostra disponibilità l’abbiamo già data». Confcommercio Ascom alza la mano e risponde ‘presente’ per la rigenerazione della zona franca dello scalo, assediata da criminalità e spaccio. L’associazione di categoria c’è oggi, esattamente come aveva deciso di fare alla fine del 2024. Quando aveva iniziato a pensare al progetto ‘XXL Piazza Libera’ , annunciato sulle pagine del Carlino a metà gennaio 2025. Un progetto di riqualificazione – con eventi, iniziative e attività socio-ricreative – in quello spazio per troppo tempo abbandonato a pusher e malviventi. Un format che potrebbe essere replicato per ‘liberare’ altre aree calde della città. A mettere sul tavolo l’ipotesi di nuove sinergie e collaborazioni tra realtà del territorio e associazioni è stata, due giorni fa, l’assessora Matilde Madrid. E a Giancarlo Tonelli, direttore genera le di Ascom, la notizia non è sfuggita.
Direttore, la sicurezza urbana integrata allora è la chiave?
«Siamo contenti che l’esperienza in piazza XX Settembre venga citata come progetto positivo. Un riscontro che riceviamo da tanti fronti: da parte della Prefettura e delle forze dell’ordine, con le quali c’è un dialogo quotidiano per il controllo del territorio, e dall’amministrazione comunale, con cui stiamo co-progettando alcuni interventi. Anche il governo, a partire dal ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha mostrato il suo apprezzamento».
Questo cosa significa?
«II nostro intervento ha dimostrato che, indipendentemente dalle polemiche o dalle schermaglie politiche, si possono fare le cose insieme. Coniugando il lavoro e creando una condizione di attività bipartisan, in cui sia il centrodestra che il centrosinistra riconoscono nel tema della sicurezza un’importanza fondamentale».
E adesso Ascom che farà?
«Porteremo avanti il progetto in piazza XX Settembre, ma, in Prefettura, abbiamo già espresso il nostro interesse per altre aree, come i Giardini Fava o la Bolognina. Noi siamo disponibili, questo perché la zona deve essere rigenerata e il tema della sicurezza è prioritario».
Solo in questa zona?
«Non solo, ma questo è il biglietto da visita della nostra città, dunque parliamo di una parte significativa tanto per i turisti quanto per i bolognesi. Bisogna rendere quest’area sicura, creando così le condizioni per i residenti, le realtà del terziario e del turismo di lavorare meglio».
All’interno dello scalo, invece, come si può intervenire?
«II protocollo deve concretizzarsi al più presto: la stazione deve essere un luogo accogliente anche per chi arriva in città per la cultura, per l’arte o per lavoro. Pensiamo che alcuni strumenti potrebbero essere realizzati subito».
Tipo?
«Chiediamo che vengano installati i tornelli per monitorare telematicamente gli accessi. Un intervento che da solo non è risolutivo, ma è un’opzione positiva che abbiamo visto funzionare in altre città, come Venezia o Roma».
Mariateresa Mastromarino, Il Resto del Carlino – 30 giugno 2026
