Analisi dell’Ufficio Studi Confcommercio sui consumi delle famiglie italiane tra il 1995 e il 2026: la spesa è cresciuta di 314 euro tra il 2024 e il 2025, superando i livelli pre-Covid e quelli record del 2007
Nel 2025 la spesa pro capite reale per consumi ha raggiunto i 23.261 euro (erano stati 19.3877 nel 1995), con un aumento di 314 euro rispetto al 2024, un livello superiore tanto allo scoppio della pandemia da Covid quanto ma al picco del 2007 (22.975 euro), anno di inizio della grande crisi finanziaria globale. È quanto emerge da un’analisi dell’Ufficio Studi di Confcommercio sui consumi delle famiglie italiane 1995-2026 che evidenza tuttavia come la ripresa della domanda, favorita anche dalla progressiva crescita dell’occupazione e dei redditi, non abbia però consentito il pieno recupero dei livelli di consumo per tutti i segmenti di spesa.
Boom per tecnologia, comunicazioni e servizi legati al tempo libero
Sono tecnologia, telefonia e informatica a guidare guidano la classifica delle abitudini di consumo degli italiani grazie a una crescita “monstre” della spesa pro capite, pari a quasi il 3.200% rispetto al 1995. Molto sostenuti anche i consumi legati alla fruizione del tempo libero, in particolare per i servizi culturali e ricreativi cresciuti del 137%. A parte questi due comparti, poche altre voci mostrano segnali strutturali di espansione: è il caso della ristorazione (+25,3%) e delle spese per viaggi e vacanze (+17,2%) che, comunque, non sono ancora tornate sui livelli pre-Covid.
Meno beni fisici tradizionali
Anche a causa delle dinamiche demografiche e della crescita dei pasti fuori casa è in leggera flessione l’alimentazione domestica (-3,5% negli ultimi tre decenni), mentre tra i segmenti meno dinamici si confermano l’abbigliamento e le calzature (+6,2%), la cui domanda appare oggi più orientata verso capi a minore valore intrinseco (il cosiddetto fast fashion), e quello dei mobili e oggetti per la casa (+5,9%). La domanda di beni tradizionali rimane dunque contenuta nel 2026, indice di un atteggiamento di prudenza delle famiglie dettato prevalentemente dall’incertezza che caratterizza l’attuale contesto economico. Discorso a parte per l’energia domestica (-37,4%) in consistente contrazione per comportamenti di consumo più attenti, ma anche grazie ad un crescente utilizzo di prodotti e sistemi a risparmio energetico.
Il quadro macroeconomico
L’Ufficio Studi Confcommercio stima per il 2026 una crescita del Pil dello 0,9%, dei consumi dell’1,2% e un’inflazione media del 2,7%, pur prevedendo un secondo semestre meno dinamico del primo.
Comunicato stampa Ufficio Studi Confcommercio, 10 agosto 2026