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Turismo, l’estate dell’Appennino: «Più eventi e fondi per gli hotel»

Il presidente regionale di Federalberghi Faenza: «Ottima stagione anche grazie agli investimenti»

Il compito di tirare le fila dell’andamento turistico alla fine dell’estate ‘africana’ ad Amedeo Faenza, presidente di Federalberghi Emilia Romagna e consigliere di Apt.

Come è andata per alberghi e operatori turistici?
«La stagione ha tenuto sia per la Riviera romagnola, con molti stranieri, e soprattutto per l’Appennino che registra un forte aumento di presenze. Avremo i numeri precisi a breve. Gli eventi sono un’attrattiva per l’indotto».

Gli eventi funzionano anche per l’ampliamento della stagione?
«La destagionalizzazione è necessaria per la sostenibilità delle aziende alberghiere. Una stagione estiva concentrata in pochi mesi, anche se positiva, non è più sufficiente a coprire i costi fissi. Gli eventi diventano una leva centrale: fiere, manifestazioni sportive, rassegne culturali e appuntamenti di rilievo internazionale, ma anche occasioni legate a enogastronomia e tradizioni. E’ la via per intercettare flussi turistici tutto l’anno».

Cosa serve per questo progetto?
«Una pianificazione annuale condivisa tra imprese alberghiere, associazioni di categoria e istituzioni, per costruire un’agenda di appuntamenti stabile, con un’unica regia. La Regione, attraverso l’assessore al Turismo Roberta Frisoni, è disponibile a costruirla».

L’estate 2006 ha confermato il trend di riscoperta dell’Appennino?
«Sì, con grandi numeri. L’apertura delle seggiovie sia al Corno alle Scale di Bologna che sul Cimone a Modena ha agevolato il flusso di decine di migliaia di persone che si sono dedicate a passeggiate e trekking. E c’è il boom del ciclismo sui sentieri e del turismo sportivo in generale. Vanno potenziata la promozione, bisogna migliorare percorsi, punti di appoggio, noleggi».

C’è l’esigenza di miglioramento delle strutture alberghiere?
«Gli albergatori sono disponibili ad investire, ma hanno necessità di aiuti strategici. Questo obiettivo, infatti, si lega alla richiesta di strumenti finanziari capaci di rendere sostenibile l’investimento per chi decide di rinnovare la propria struttura. Senza un sostegno economico adeguato la volontà di rigenerare il sistema ricettivo resta un’intenzione».

La rete dei trasporti è adeguata alla domanda turistica?
«È necessario potenziare treni, strade e connessioni aeree perché ogni area del territorio, dalla costa, alle città d’arte e fino all’Appennino, possa esprimere il proprio potenziale turistico. Anche la connessione digitale non è omogenea e va potenziata. Soprattutto in montagna, la scarsa connettività penalizza la visibilità delle strutture e questo condiziona il turista».

La tassa di soggiorno non è ben vista da Federalberghi.
«Al di là delle cifre proposte e di quelle già in vigore, nasce con la finalità di sostenere il turismo e gli investimenti sul settore e non dovrebbe coprire altre voci di bilancio comunale».

di Beppe Boni, Qn-Economia, 1 ottobre 2026

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