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Un premio per la Cesarina. I cinquant’anni al timone della famiglia Montanari

Al locale di piazza Santo Stefano la targa intitolata a Davide Fanciullacci. L’iniziativa di Ascom per celebrare il mezzo secolo dell’attuale gestione

Era il 1976 quando Pietro Montanari rilevò un locale simbolo della città, già reso celebre dalla celebre Cesarina Masi, la cuoca che contribuì a rendere iconici i tortellini alla panna, conferendo al ristorante lo status di assoluto riferimento della cucina petroniana. In questi cinquant’anni ‘Cesarina’, in via Santo Stefano 19/b, è sempre rimasta sotto la gestione della famiglia Montanari, passando da Pietro al figlio Massimo, che oggi condivide la storia con suo figlio Pietro, 35 anni, il quale assume la titolarità dell’attività, raccogliendo l’eredità di famiglia e vedendosi assegnato il premio Davide Fanciullacci «per la continuità imprenditoriale e il ricambio generazionale», conferito alle imprese che sanno garantire continuità e futuro attraverso il coinvolgimento delle nuove generazioni. Storico associato di Confcommercio Ascom, il ristorante Cesarina è stato anche premiato con una targa celebrativa per i cinquant’anni di attività della gestione Montanari, alla presenza di Enrico Postacchini, presidente di Confcommercio e del direttore Giancarlo Tonelli.

E mentre Massimo Montanari (che prima di approdare al ristorante di famiglia faceva il dottore commercialista) racconta la storia di Cesarina e il successivo passaggio alla sua famiglia, è come riavvolgere il nastro di una storia bolognese, quella della ristorazione, che appassiona sempre. «Cesarina Masi si trasferì a Roma nel 1965, lasciando il ristorante e il suo direttore di sala attorno al 1966 – racconta Montanari – dopodiché l’attività passò nel 1972 alla famiglia Salsini, che gestiva il Pappagallo e le Tre Frecce, finché mio padre Pietro comprò il locale nel 1976, ristrutturandolo completamente, e aprendo il primo agosto di quell’anno». E prosegue: «Quando lui ci disse che voleva ritirarsi perché era stanco, mio figlio Pietro ci fece capire che era interessato a proseguire l’attività, e così io mi sono ritirato dalla professione e nel 2012 ho iniziato il mio corso qui, mentre Pietro era a fare esperienza in Trentino, da dove è tornato nel 2021».

Oggi è Pietro Montanari a occuparsi della sala. «Sono cresciuto in cucina da quando avevo 15 anni – afferma – sono stato via molto, ma sono tornato per il cuore e per la nostra attività, che è un forte richiamo». Cavalli di battaglia di Cesarina sono i tortellini alla panna, inventati nel 1947, le lasagne cotte espresse, i tortellini in brodo, la lombatina alla Guido Reni, «uno dei piatti del cuore del grande artista, che non prepara più nessuno» a base di lombata di maiale farcita con prosciutto, funghi porcini, Parmigiano Reggiano e tartufo nero, e la cotoletta alla bolognese. Bologna cambia, il turismo cresce, ma Cesarina è sempre lì, e rimane un presidio di autenticità nel cuore storico della città. Con una cucina di qualità e quella posizione privilegiata a fianco delle Sette Chiese, che, nei giorni come questi, di sole e venticello, regala un’esperienza davvero esclusiva, anche a un bolognese.

Benedetta Cucci, Il Resto del Carlino – 25 luglio 2026

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