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«II danno d’immagine c’è. Serviva più prudenza, ma ora non accada più»

«Dai visitatori non c’è stata una valanga di cancellazioni, ma svariate richieste di informazioni»

«Abbiamo subìto avviato un questionario ai nostri soci. Non c’è stata una valanga di cancellazioni, poche quelle direttamente imputabili alla questione sicurezza, ma devo anche dire che molte di quelle che arrivano attraverso le agenzie online non recano la motivazione. Diversi imprenditori, però, hanno ricevuto richieste di informazioni sul clima di questi giorni in città. Insomma, vedere rimbalzare immagini di scontri che non rappresentano la città è un problema: il turismo è un settore trainante non solo per gli alberghi, ma anche per negozi e ristoranti, e la percezione di una mancata sicurezza ci penalizza». A parlare è Giovanni Trombetti, numero uno di Federalberghi Bologna: la chiacchierata parte dalla maxi-disdetta di turisti austriaci a un ristorante. Trombetti, era d’accordo nel convocare il presidio sull’onda dell’emozione per quelle terribili immagini della morte di Fakir? «Bologna, politicamente, è sempre stata una piazza ‘calda’. Convocare una manifestazione in questo clima non è stata un’azione da ‘buon padre di famiglia’, diciamo. Non entro nelle polemiche politiche, ma le avvisaglie che potesse succedere qualcosa c’erano tutte e, a prescindere dalla doverosa vicinanza alla famiglia dell’uomo, forse la situazione si poteva gestire diversamente». Qual è la vostra priorità ora, come imprenditori?

«La nostra necessità, ora, è che fatti del genere «Convocare il presidio in un momento caldo non è stata una mossa da ‘buon padre di famiglia’» non si verifichino più. Bologna è diventata una destinazione turistica apprezzata con grande sforzo, basta un attimo per cancellare il lavoro fatto. II mio auspicio è che ci sia la massima collaborazione del sindaco e delle forze dell’ordine e che, in futuro, non ci sia più bisogno di assistere a certe scene». Serve una stretta sulla sicurezza? «Sicuramente i presidi servono, quello in Bolognina è piaciuto molto ai cittadini. Bene anche proseguire con le ‘zone rosse’, mentre serve molta più attenzione al decoro. Le previsioni per il turismo per quest’estate erano molto positive proprio perché si respirava un clima di grande tranquillità, che è esattamente ciò che cercano i turisti». Cosa suggerite concretamente? «Noi facciamo parte dell’organizzazione di Bologna Welcome, che può comunicare tranquillità all’esterno, trasmettendo il messaggio che Bologna aspetta i turisti ed è una destinazione sicura. II mio auspicio è che i proventi della tassa di soggiorno, che ammontano a circa 23 milioni di euro, vengano investiti per valorizzare la destinazione, per renderla sicura, e che non debbano invece essere spesi per ripulire le piazze dai danni degli imbrattatori». Commercianti e residenti, però, hanno esternato il loro malumore: i danni alle attività sono ciclici, ormai… «Come imprenditore e come bolognese, spero che gli animi si calmino e che questo ci serva da insegnamento affinché episodi simili non si verifichino mai più».

Nicholas Masetti, Il Resto del Carlino – 25 luglio 2026

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