I negozianti del centro sono prudenti, ma i possibili rincari futuri li preoccupano. «L’orizzonte è complesso, vedremo cosa succederà nelle prossime settimane
«Per ora non abbiamo notato alcun cambiamento clamoroso, certo è che se dovesse proseguire questo clima di incertezza è possibile un ulteriore aumento dei prezzi». Nel penultimo fine settimana di maggio, il primo con un caldo che sa già d’estate, i turisti e i bolognesi popolano il centro. La gente riempie bar, ristoranti, musei e le piazze a pochi passi dal Nettuno. Ad abbellire il Quadrilatero, però, ci sono anche le attività commerciali. Anche loro risentono dei diversi aumenti di queste settimane, soprattutto dopo l’escalation in Medio Oriente iniziata a febbraio. Così, è tutta Bologna a sentire sulla sua pelle le difficoltà di questo periodo di crisi. Un momento complesso non solo per i cittadini, ma per tutta Europa. Per questo i negozianti commentano l’aumento dell’indice dei prezzi al consumo sotto le Due Torri dell’1,2% da marzo ad aprile (+2,6% rispetto ad aprile 2025). Nonostante la situazione internazionale più che mai incerta, i commercianti del Quadrilatero, in sostanza, cercano di rassicurare i consumatori ma allo stesso tempo evidenziano alcune criticità. In primis, se si dovesse continuare così, i prezzi lieviteranno ulteriormente, soprattutto nei negozi che vendono beni alimentari. In particolare, le attività segnalano aumenti su logistica, costo del trasporto, packaging, manodopera e refrigerazione. Poi ci si aggiunge l’incertezza sul futuro e il risultato è una crescita dei prezzi sul lungo termine. I più preoccupati, oltre ai commercianti, sono i consumatori. Andrea è davanti a una pescheria del centro: «Per ora non ho notato grossi aumenti, certo è che se non dovesse cambiare la situazione nel mondo la vedo dura mantenere questi prezzi per gli stessi commercianti», commenta.
Giovanni Tamburini, dell’omonima attività storica in via Caprarie, ribadisce il concetto: «Il problema non è l’aumento dell’indice dei prezzi al consumo, che per ora non ha portato a grandi cambiamenti: non abbiamo alzato i prezzi, i magazzini sono pieni e quindi per questi mesi restiamo positivi. La situazione non è allarmante, quindi non ha senso alimentare il panico tra i consumatori». In particolare Tamburini dice che i prezzi non sono cresciuti perché il turismo in città è in «forte incremento», questo permette ai commercianti di mantenere gli stessi prezzi senza andare in negativo. «Abbiamo mantenuto le tariffe dell’ultimo periodo grazie a un’alta percentuale di stranieri arrivata sotto le Due Torri – aggiunge – Ormai il centro di Bologna assomiglia a Firenze: la percentuale di stranieri è 80-20 nei giorni di maggior afflusso di turisti». Secondo Elisabetta Gozzoli della ‘Drogheria Gilberto’ in via Drapperie «l’aumento dei prezzi c’è già stato negli scorsi mesi, ora sono stabili». A essere aumentate «sono le spese di trasporto», racconta. Anche aziende del nostro territorio a causa delle difficoltà dovute alla chiusura dello stretto di Hormuz «hanno dovuto aumentare le tariffe. La causa? L’incertezza, il costo della materia prima in sé invece è lo stesso degli ultimi mesi», continua Gozzoli. La commerciante descrive una situazione strana, mai vissuta prima. Dello stesso avviso è Francesco Bonaga di ‘Atti’, sempre in via Drapperie. «Le previsioni sono impossibili da fare – spiega –. Attendiamo gli sviluppi».
Giovanni di Caprio, Il Resto del Carlino – 25 maggio 2026