Il presidente di Federottica Confcommercio Bologna, Andrea Garagnani: «C’è grande curiosità»
Una vera e propria ’corsa agli occhialini per eclissi’ che per molti cittadini si è trasformata in una vana caccia al tesoro: sono centinaia i bolognesi sentitisi rispondere dagli ottici della città che «gli occhialini sono finiti».
Oppure che «non abbiamo il prodotto in negozio». Andrea Garagnani, presidente bolognese di Federottica, è tra coloro che hanno esaurito le scorte.
Presidente, anche nel suo negozio gli occhialini sono andati ’a ruba’?
«Letteralmente, e in brevissimo tempo. Avevo acquistato una confezione di occhialini da 24 pezzi, e sono andati esauriti in pochi giorni. A differenza che in passato, il pubblico ha cominciato a interessarsene a metà luglio, dunque quasi un mese prima dell’evento. Una tale curiosità per un fenomeno scientifico deve inorgoglirci tutti».
Cosa consiglia a chi è rimasto sprovvisto di occhialini ma vuole comunque osservare l’eclissi?
«Esistono altri metodi, cui fare ricorso tenendo presente che è meglio evitare di guardare l’eclissi troppo a lungo, e che è opportuno distogliere lo sguardo dirigendolo altrove. Si può fare ricorso agli occhiali da saldatore, che gli operatori utilizzano quando si approcciano alla fiamma viva, che ha altissime temperature. Non consiglierei invece di utilizzare le vecchie lastre degli esami ortopedici».
Osservare l’eclissi senza adeguate protezioni può essere pericoloso, giusto?
«Assolutamente sì: i danni alla retina possono essere irreversibili. Va prestata grande attenzione: quella è pur sempre la superficie del sole. Inoltre, seppure meno grave, c’è pure il rischio di contrarre congiuntiviti, analogamente a quel che può accadere in alta montagna». Molti colleghi hanno preferito non acquistare gli occhialini, temendo di ritrovarsi tra le mani scorte poi invendibili, non è così?
«E’ comprensibile, in fondo parliamo di un prodotto che non ha alcun altro utilizzo. L’Italia è una penisola ’lunga e stretta’, un’eclissi è un fenomeno relativamente raro, a differenza di quanto accade in paesi estesi su superfici più grandi, come gli Stati Uniti. Perfino quella di domani, nonostante l’attenzione che ha suscitato, sarà osservabile nel Nordovest e poco oltre, una porzione relativamente esigua del territorio nazionale».
Filippo Donati, Il Resto del Carlino -11 agosto 2026