II direttore generale di Ascom ribadisce l’impegno nella campagna ‘Porte Aperte’
Microcriminalità, spaccio e disagio psichiatrico. Così Giancarlo Tonelli, direttore generale di Confcommercio Ascom Bologna, ha ribadito l’impegno preso tre anni fa insieme al presidente Enrico Postacchini con il progetto ‘Porte Aperte’, nato dall’esigenza di indicare a cittadini e turisti la possibilità di entrare nei negozi della Città metropolitana. L’obiettivo, spiega Tonelli, è quello di «trovare protezione e solidarietà in caso di difficoltà». Le immagini di Modena, secondo Tonelli, impongono «una riflessione seria, concreta e senza semplificazioni sui temi della sicurezza urbana e della salute mentale – afferma -. Emerge con forza un disagio che troppo spesso resta invisibile fino a quando esplode in modo straziante e probabilmente i numeri reali delle situazioni critiche affrontate ogni giorno dagli operatori sanitari e dalle forze dell’ordine sono persino superiori a quelli che conosciamo».
Anche a Bologna la situazione non è diversa. «I nostri associati Tonelli, direttore generale di Ascom si trovano frequentemente ad affrontare situazioni che non competerebbero loro, come episodi legati alla microcriminalità, allo spaccio, ma anche a persone in difficoltà psicologica che vivono nelle nostre strade e attraversano piazze, portici e aree commerciali. E i commercianti continuano a fare la propria parte con grande senso civico». In questi anni, inoltre, sono state numerose le donne e gli uomini che si sono rivolti ai negozi della rete Ascom per chiedere aiuto.
«Questo dimostra che il commercio di vicinato non rappresenta soltanto economia e servizi, ma anche una presenza fondamentale per la qualità della vita delle nostre città», ribadisce Tonelli. II problema, però, è molto serio e riguarda l’intera comunità. «Serve un’assunzione collettiva di responsabilità – dice il direttore generale di Ascom -. È evidente che il lavoro straordinario di psichiatri e psicologi rischia di diventare insufficiente se non accompagnato da strumenti, risorse e modelli nuovi, capaci di rispondere ai cambiamenti della nostra società». Negli ultimi vent’anni il contesto sociale è mutato radicalmente. «Sono aumentate fragilità, isolamento e tensioni sociali. È con tutte queste premesse che ‘Porte Aperte’ continuerà proprio in questa direzione per contribuire a costruire città più sicure, più vivibili e più a misura di cittadini e imprese – chiude Tonelli -. Perché la sicurezza si garantisce anche costruendo relazioni, presenza e senso di comunità».
gio.dic, Il Resto del Carlino 19 maggio 2026