Il numero uno di Federalberghi: «Così non va, ridistribuire la tassa di soggiorno»
Giovanni Trombetti, presidente di Federalberghi, cosa racconta il bilancio in rosso della Fondazione Bologna Welcome, di cui è stato presidente?
«Mi viene da dire che non può essere solo sfortuna…».
Che intende?
«Quando Bologna Welcome è nata, lo ha fatto con un bando per la promozione turistica della città. Poi, a gennaio 2024, ci fu la scelta di trasformare la società in una fondazione: lo scopo doveva essere favorire maggiore facilità nel travaso delle risorse della tassa di soggiorno».
Così non è stato?
«Nel lontano 2015, su 4 milioni e mezzo, a Bologna Welcome andava un milione e mezzo. Oggi con la tassa di soggiorno siamo a 23 milioni, ma a Bologna Welcome va ancora un milione e mezzo. Perché la Fondazione Teatro Comunale, che chiude il bilancio con 1,2 milioni di utile, riceve 4,7 milioni?».
Questo in cosa si traduce?
«Non metto in discussione il valore della cultura e la sovrintendente Riva è una risorsa, ma è un dato che l’ente che promuove il turismo chiuda in perdita, mentre uno di quelli che ne beneficia chiuda in attivo. Non vorremmo che il turismo venga considerato solo come una gallina dalle uova d’oro…».
È questo il tema?
«Il tema è dare maggiori risorse a una Fondazione che funziona. E ne è dimostrazione anche il fatto che Bologna Welcome si sia trovata a gestire Palazzo Pepoli, aumentando gli ingressi. Se non si continua a investire nella promozione, ma anche nel decoro e nella legalità, il turismo che riusciamo ad attrarre è un mordi e fuggi di bassa qualità, che consuma la città senza restituire nulla. Mentre, se riuscissimo ad avere più investimenti, sicuramente riusciremmo ad avere un turismo più ‘alto spendente’».
Quale strada seguire?
«È importante ragionare ad esempio su una cifra, individuata sui 500.000 euro, per incentivi agli eventi turistici e sportivi in città».
A cosa pensa?
«A un premio da investire sui servizi, un meccanismo virtuoso che funziona già in altri luoghi del turismo congressuale e incrementa la tassa di soggiorno. Bologna ha tutto per diventare una destinazione europea di primo livello: la Fiera, la cultura, la gastronomia, l’Università. Ma senza scelte politiche all’altezza, c’è il rischio di perdere un’opportunità storica. I conti di Bologna Welcome in rosso sono un segnale, sta al Comune raccoglierlo o meno».
fra. mor., Il Resto del Carlino – 12 maggio 2026