Fondazione Ant, il dibattito Legge sul fine vita al palo «Cure palliative, si investa. La presidente dell’associazione, Pannuti: «Serve una cornice normativa chiara»
Divisi sul disegno di legge sul fine vita, uniti (almeno nelle intenzioni) sul maggiore finanziamento da destinare alle cure palliative. I tre senatori bolognesi Sandra Zampa (Pd), Marco Lisei (FdI) e Marco Lombardo (Azione) che hanno partecipato al workshop sul tema organizzato ieri mattina da Ant nella propria sede, hanno restituito plasticamente le molteplici sensibilità su un argomento così delicato e complesso. Che il percorso del disegno di legge sia impervio, lo si capisce anche dal tempo trascorso da quando, nella sua prima formulazione, è stato depositato in Senato nell’ottobre 2022, e dal fatto che alla fine della legislatura manchi in pratica poco più di un anno. «Una legge nazionale sul fine-vita è un dovere giuridico, morale e politico di questo Parlamento e va adottata, entro la fine della legislatura, nel solco delle condizioni stabilite dalla Corte Costituzionale» ha incalzato Lombardo, mentre Zampa ha ribadito che su un tema del genere va «evitata qualsiasi strumentalizzazione», accusando la maggioranza di governo «di avere bloccato i lavori» e individuando come «ostacolo più grande» gli emendamenti che intendono escludere il Servizio Sanitario Nazionale dalla gestione del suicidio medicalmente assistito. Affondi a cui Lisei ha risposto ricordando come il Parlamento non sia «mai riuscito a trovare un punto di equilibirio, né da destra né da sinistra» per approvare una legge sul fine vita, e che il lavoro fatto fin qui «non va buttatto via».
A partire dalle cure palliative. «Una precondizione per una legge del fine vita» ha sottolineato lo stesso Lisei, ricordando che il «governo Meloni, per la prima volta, ha creato un fondo specifico con implementazione delle coperture di 10 milioni annui», e che adesso «le Regioni devono fare la loro parte e aumentare le risorse». Zampa ha sottolineato come anche sulle cure palliative esistano «grandi disuguaglianze» in termini di accesso e che spetta alla politica «impegnarsi per tentare di migliorare la situazione». Lombardo, invece, ha rimarcato come sia importante che nel testo in discussione «sia previsto il rafforzamento delle cure palliative affinché ogni persona possa essere accompagnata nella fase finale della propria finale della propria vita con dignità». «È proprio alla politica che associazioni come la nostra continuano a guardare con fiducia per chiarire le condizioni giuridiche e materiali nelle quali potremo continuare a svolgere il nostro lavoro e implementarne l’efficacia» ha concluso Raffaella Pannuti, presidente di Ant, ricordando come l’associazione sia stata pionera in questo campo e continui a essere un «un punto di riferimento» nazionale».
m. p., Il Resto del Carlino 28 aprile 2026