Cinque anni di impegno per lo spazio al Bellaria dell’associazione Susan G. Komen Italia. Oltre alla ‘Race for the cure’ tanti corsi e iniziative per sostenere le pazienti oncologiche
Maria Francesca ha 46 anni. Un giorno stava facendo terapia ormonale al Bellaria e in sala d’attesa ha letto una locandina piena di attività, rimanendo incuriosita dalla bio ginnastica per il riequilibrio posturale bioenergetico. «Quella locandina rosa la vedevo spesso – racconta –. Conoscevo la Race for the Cure, ma i primi mesi dopo che ti è stato diagnosticato un cancro non è che vuoi proprio entrarci al 100 per cento nella malattia e nel suo contesto. Poi però ho deciso di andare al centro e ora sono contentissima, da dicembre sono anche volontaria». Succede questa magia quando si varca la soglia di Donne al centro, al secondo piano dell’ospedale Bellaria, padiglione H.
Perché è inutile anche sottolinearlo: chi fa volontariato qui sente la stessa cosa, l’appartenenza a una grande famiglia, la condivisione attiva e dinamica (quanto ce n’è bisogno, quando si affronta questo cammino di paura e dolore) di uno stato esistenziale a sé. E se lo slogan dello spazio polifunzionale dell’associazione Susan G. Komen Italia, a supporto delle Breast Unit dell’Azienda Usl di Bologna e dell’Irccs Azienda Ospedaliero-Universitaria di Bologna Policlinico Sant’Orsola, è «la persona al centro della cura» è un dato di fatto che qui qualsiasi storia non diventa una delle tante, è un assolo, perché appartiene a persone uniche. In effetti, come ammette Maria Francesca, «curarsi non significa per forza sentirsi pronte ad essere ‘una delle tante’, una donna in rosa, insomma», ci si arriva quando si è pronte. E lei non ha ancora deciso se quest’anno, dal 20 al 22 settembre, parteciperà alla Race for the Cure a Bologna, la più grande manifestazione per la lotta ai tumori del seno in Italia e nel mondo, ideata dall’associazione Komen, in cui si corre per la cura. Nella sua diciottesima edizione propone tre giornate che trasformeranno i Giardini Margherita nel Villaggio Race all’insegna della prevenzione dei tumori ginecologici, della pelle, patologie della tiroide.
Insomma, ognuna può avere il suo spazio, il suo stile, i suoi momenti su o giù a Donne al centro, «anche non indossare la maglietta rosa, ma quella verde del volontario» come raccontano, con una dolce ironia, la presidente del comitato Emilia-Romagna di Komen Italia, Carla Faralli, e la vice-presidente, Maria Carla Re. In questi giorni di agosto si sta lavorando molto per l’organizzazione e ci si meraviglia sempre di essere arrivate dove si è arrivate. «Nello specifico noi volevamo seguire le donne che devono confrontarsi con questa patologia – racconta Maria Carla Re, 71 anni, 49 anni nel mondo medico e per sette anni direttore di Microbiologia del Sant’Orsola –, ma non è che dar vita a un’associazione e raccogliere fondi sia così facile, perché nella nostra regione la sanità funziona molto bene e di associazioni ce ne sono tante». Dalla nascita, nel 2019, sono stati raccolti circa 760mila euro, ridistribuiti per il mantenimento del centro, per l’aggiornamento professionale del personale sanitario e per le dieci associazioni che collaborano con le attività. Ed ecco la ricchezza dei corsi gratuiti per le pazienti oncologiche, in tutto sono 560 le iscritte: dalla naturopatia e riflessologia plantare all’informazione alimentare energetica naturale, dai consigli di bellezza (make up for the cure) allo yoga oncologico, fino a pilates, alla musicoterapia con arpa, all’orientamento psicologico, poi agopuntura, qi qong, meditazione taoista e bioginnastica per il riequilibrio posturale.
Ma c’è forse un servizio che più di tutti fa bene al cuore di queste donne al centro, ed è l’ascolto attivo, la prevenzione della solitudine e del disagio emotivo. Un balsamo per la vita offerto dalle tante volontarie di Komen Italia, come le «ragazze del mercoledì», Francesca, 74 anni e Silvana, 73, che ce l’hanno fatta. «E proprio questa per me è una delle cose più belle – conclude la presidente Carla Faralli –: l’aver fatto uscire le donne con un tumore al seno dalla solitudine, aiutandole a creare legami tra di loro».
Benedetta Cucci, Il resto del Carlino – 8 agosto 2024