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Casalecchio: «I cantieri uccidono il piccolo commercio»

La presidente locale di Confcommercio Ascom Barbara Bertù: «Non bastano le misure adottate dal Comune, servono i parcheggi»

Si può fare di più! Non bastano le misure adottate dal Comune di Casalecchio per sostenere il piccolo commercio della cittadina sul Reno danneggiato dai cantieri. Parola di Barbara Bertù, presidente della locale delegazione di Confcommercio Ascom che spiega come si stia purtroppo «concretizzando un’allarmante contrapposizione tra la realizzazione di opere pubbliche ritenute necessarie per la viabilità del paese ed una pianificazione che non tiene conto delle esigenze e delle difficoltà che sta riscontrando il piccolo commercio». Valutazione positiva per l’esecuzione in orario notturno dei lavori di via Ronzani «ma non sono la soluzione al problema perché permane una mancanza di parcheggi durante le ore diurne di apertura degli esercizi commerciali. Ribadiamo quindi la richiesta di introdurre, almeno fino alla riapertura di quelli soppressi a causa dei cantieri, nuovi stalli di sosta temporanea in tutti i parcheggi disponibili limitrofi alle attività commerciali, al fine di consentire una rotazione dei veicoli e permettere quindi a più persone di usufruire di questi spazi». 

Si tratta nella sostanza di compensare la perdita di centinaia di posti auto sia nella zona della Casa della salute, sia quelli del piazzale a lato della stazione Ronzani. Tutte aree sulle quali si sviluppa il cantiere della Nuova Porrettana che si concluderà solo nel 2025. Nel frattempo ci sono negozi che hanno registrato cali di fatturato importanti, alcuni superiori al 30% come effetto delle modifiche della viabilità e della perdita di opportunità di parcheggio. 

Da qui la valutazione di insufficienza delle misure prese dal Comune come la riduzione della tassa sui rifiuti (Tari): «non si è compreso il perché l’agevolazione stabilita dal Comune sia stata pensata con un così forte distinguo tra Via Marconi «alta», al quale è andato il 100% dello sgravio, e Via Marconi «bassa», destinataria solo di un 30% -osserva la presidente Bertù-I dati derivanti da un nostro recente sondaggio hanno infatti evidenziato che il danno da calo di fatturato ha purtroppo inciso significativamente su molte delle attività della medesima strada, a prescindere dalla loro ubicazione». Da qui la richiesta di intervenire anche con un rafforzamento dei ‘ristori’ ovvero di incentivi fiscali per chi sta subendo perdite legate al mancato guadagno causato dalla difficoltà dei clienti a raggiungere i negozi. «Gli incentivi a nostro parere dovrebbero includere l’esenzione dalle imposte locali per tutta la durata dei lavori pubblici e contributi per l’abbattimento delle spese correnti (affitti, costi energetici, altro)». 

g.m., Il Resto del Carlino – 24 aprile 2024

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