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«Il ponte Da Vinci diventi modello per la Bretella»

Montaguti (Ascom): «Serve la stessa collaborazione istituzionale per la mobilità in Appennino»

L’esclusione della Bretella Reno-Setta dalle priorità strategiche infrastrutturali per l’Emilia-Romagna allontana, ancora una volta, la possibilità di risolvere completamente il problema dell’accessibilità del nostro Appennino. La pensa così Medardo Montaguti, vice presidente Confcommercio Ascom Bologna, che sottolinea come la sua associazione abbia sempre riconosciuto il valore strategico che un collegamento veloce tra le valli del Reno e del Setta avrebbe per lo sviluppo sociale, economico e turistico della montagna bolognese.

«Da decenni imprese, lavoratori e cittadini dell’Appennino attendono una mobilità, sia su gomma, sia su ferro, più moderna, efficiente e sicura: una mobilità, insomma, che faccia da volano per l’intero territorio. Di fronte alla necessità, riconosciuta da tutti gli attori in campo, di colmare un gap infrastrutturale che non consente di sfruttare appieno le potenzialità e le risorse della montagna bolognese, è necessario superare le divisioni politiche e avviare finalmente un dialogo serio e costruttivo.

L’esperienza del ponte Leonardo da Vinci- prosegue Montaguti – riaperto ieri e in anticipo sul cronoprogramma dei lavori, rappresenta un esempio di collaborazione istituzionale e di volontà politica di intervenire sulla qualità dei collegamenti, nel solo interesse della comunità. Un modello di investimento pubblico che andrebbe replicato anche per la Bretella Reno-Setta e le altre opere di collegamento tra città, pianura e Appennino di cui si discute: per questo, riteniamo che Governo, Regione e Città metropolitana debbano riprendere il confronto su basi diverse e trovare una soluzione tecnica, finanziaria e politica che dia risposte concrete alle aspettative di operatori e residenti. Non è accettabile – conclude il vice presidente di Ascom – attendere altri vent’anni per capire se è possibile realizzare un’opera che, inserita in un piano di sviluppo complessivo della montagna, può dare un contributo decisivo al rilancio e alla crescita dell’Appenino bolognese».

Il Resto del Carlino – 23 dicembre 2023

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