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Fondazione Ant e i cuori d’oro. Donazioni per oltre 28 milioni da parte di cittadini e aziende

La presidente Pannuti: «I contributi sono arrivati da 23.186 tra imprese e persone nel corso del 2022».

Come affrontare il tema delle donazioni, dei legati testamentari e delle eredità destinate al terzo settore. È questo il tema che Fondazione Ant ha analizzato nel corso di un convegno, ospitato dalla Banca di Bologna a Palazzo de’ Toschi, che ha «riunito gli ordini degli avvocati, notai e commercialisti di Bologna. L’idea di partecipare insieme ad un grange progetto è stato l’aspetto più importante», sottolinea la presidente di Fondazione Ant Italia, Raffaella Pannuti. E proprio l’insieme dei saperi e delle competenze sono necessari per fare in modo che le donazioni possano andare a buon fine e aiutare le associazioni del terzo settore a crescere e fare ricerca. «C’è una legge, la 117 del 2017, sulla riforma del terzo settore, ma ancora mancano i decreti attuativi – prosegue Pannuti – . Le associazioni non sanno bene come migrare nel Runts, il registro unico del volontariato». Hanno contribuito a sostenere Fondazione Ant con donazioni oltre 23.186 tra aziende e persone fisiche e sono stati raccolti 28,4 milioni di euro.

Importante è stato anche l’apporto di Banca di Bologna, che tramite il presidente Enzo Mengoli, «è vicina a Fondazione Ant». «Da sempre noi sentiamo la responsabilità sociale e la solidarietà – aggiunge Mengoli – . Cosa vuol dire? È semplicissimo, restituire al territorio parte della ricchezza che ci ha consentito di creare. Questo noi cerchiamo di farlo da sempre: nell’esercizio passato abbiamo sostenuto oltre 50 enti, in particolare nel mondo delle associazioni e delle Onlus, tra cui c’è anche Ant con la quale abbiamo un rapporto consolidato». Entrando nello specifico, l’incontro è servito per sviscerare il tema delle donazioni negli aspetti civili e fiscali, grazie agli interventi degli avvocati Tiziana Zambelli e Luigi Balestra, professore e membro del Consiglio di presidenza della Corte di Conti, dei commercialisti Claudio Orsini e Matteo Pozzoli, professore e componente dell’ufficio legislativo del Consiglio nazionale dei Commercialisti. Insieme a loro sono intervenuti anche i notai Claudio Babbini e Alessandro Torroni e ha concluso i lavori la direttrice di QN, il Resto del Carlino, La Nazione e Il Giorno, Agnese Pini. «Abbiamo analizzato alcune caratteristiche della donazioni punto di vista giuridico, e si sono evidenziati i benefici che i donatori possono avere facendo donazioni ad enti di terzo settore, tra cui la Fondazione Ant», spiega il commercialista Claudio Orsini. Dei lasciti testamentari ha parlato anche il notaio Torroni di Forlì, che si è concentrato «sul tema della donazione e su istituti affini, come le liberalità indirette e l’atto gratuito». Elemento chiave della mattinata è stato anche il tema dell’oblio oncologico, toccato nella sua relazione dalla direttrice Pini. «La legge sull’oblio oncologico è un atto di giustizia nei confronti di chi con fatica ha superato una malattia che fino a poco tempo fa neppure si nominava, perché era considerata inguaribile – ha spiegato Pini – . E anche quando la medicina ci ha consentito di capire che il tumore poteva essere considerato una malattia curabile, lo stigma sociale è rimasto. La legge sull’oblio oncologico, invece, ci consente di sentire il dolore che queste persone hanno subito a causa di leggi discriminatorie, che violano i diritti umani e che vietavano ad esempio a chi ha sconfitto il tumore di adottare un bambino, accendere un mutuo o una polizza assicurativa. La legge sull’oblio oncologico consente di riconoscerli come esseri umani, non come malati, ex malati, sopravvissuti o vittime, ma semplicemente come persone – conclude Pini – e restituire loro dignità e possibilità di ricostruirsi anche sul piano affettivo, morale ed economico, la vita a cui hanno diritto, come tutti noi».

Benedetta della Rovere, Il Resto del Carlino -11 novembre 2023

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