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Ztl ambientale, nuovi divieti Dal 2023 stop ai diesel Euro 3

Dalle 7 alle 20, ai possessori di questi veicoli sarà negato l’accesso in centro La norma è valida anche per i residenti. Interessati più di mille cittadini

Nuovo calendario, nuove regole. A partire dal prossimo gennaio, infatti, un nuovo pacchetto di misure anti inquinamento segnerà una piccola rivoluzione in termini di viabilità. E i veicoli Euro 3 diesel non potranno più circolare negli orari di limitazione della Ztl ambientale (dalle 7 alle 20) all’interno del centro storico. Un cambiamento, questo, che coinvolgerà ben 1.181 titolari di contrassegni presenti oggi in città, in seguito ai 4.304 assegni già revocati in quasi tre anni. 

Lo segnala il Comune, ricordando come la Ztl ambientale sia entrata in vigore nel 2020 e, da allora, i criteri per il rilascio dei permessi di accesso al centro siano infatti diventati «ambientali»: non ci si basa più solo su requisiti funzionali, come la residenza, ma anche sulla compatibilità ambientale dei veicoli a motore. Saranno quindi revocati – e non più rilasciati – i contrassegni «residenti, posto auto, interesse pubblico, medici, temporanei e accompagnamento scolastico» se collegati a veicoli Euro 3 diesel. A non essere coinvolti, invece, i contrassegni «handicap», così come a tutte le famiglie residenti in centro con Isee inferiore a 14.000 euro spetterà un contrassegno indipendentemente dalla categoria del veicolo. Nelle Ztl speciali (U, T e San Francesco-Pratello), dove le limitazioni valgono tutti i giorni e 24 ore su 24, da gennaio i contrassegni «posto auto» collegati a veicoli Euro 3 diesel consentiranno l’accesso al proprio posto auto solo dalle 20 alle 7 (cioè quando l’accesso alla Ztl ambientale è libero). Anche per i residenti. 

Agli oltre mille titolari di questi assegni, fa sapere il Comune, «è stato ricordato che i provvedimenti sono accompagnati anche da misure incentivanti che prevedono l’erogazione di bonus mobilità nel caso non si intendesse richiedere un nuovo contrassegno in sostituzione di quello revocato». La rivoluzione mobile, però, non finisce qui. E a ridosso dell’avvio dei cantieri per la realizzazione del primo braccio del tram, il parlamentare di Fratelli d’Italia, Galeazzo Bignami, insiste: «Per noi è una via di mezzo tra un’opera inutile e dannosa. Stiamo ancora verificando se si può evitare che ciò accada». E dura rimane anche l’opinione sul Passante. «Oggi siamo al lavoro per contenere gli effetti negativi dell’infrastruttura – afferma Bignami – che rischia di essere una penalizzazione per la nostra città, ancor più se si caratterizzerà insieme a un’altra opera che però vogliamo evitare. Il tram, appunto».

Il Resto del Carlino – 29 novembre 2022

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