Scutigliani, ad della società sull’Appennino: «Già oggi l’impianto non si ferma mai, spostare molti turni ci aiuterebbe ad abbattere i costi»
Esportando ingranaggi in tutto il mondo, la Metalcastello è una delle eccellenze dell’Appennino. Per trovare una soluzione efficace al caro energia, l’azienda di Castel di Casio sta realizzando una duplice strategia: una a lungo termine e una per il breve periodo, che non esclude di spostare la maggior parte della produzione dal giorno alla notte. «Credo sia necessario fare un passo indietro – spiega l’amministratore delegato della Metalcastello, Stefano Scutigliani – perché, anche senza questa impennata dei prezzi delle forniture, era abbastanza chiaro che il futuro di qualsiasi realtà produttiva fosse quello di agganciarsi alle fonti rinnovabili. Noi, da questo punto di vista, ci siamo attrezzati e, tra sei mesi, saremo pronti a sfruttare i nostri nuovi impianti fotovoltaici. Adesso il nostro vero problema è che cosa succederà in questo arco di tempo e cosa succederà dopo».
Perché?
«Se non vi saranno interventi strutturali a livello europeo, per non dire mondiale, la recessione sarà uno scenario molto probabile. A volte si fa confusione tra un settore o un Paese in crisi e la recessione vera e propria. La recessione si verifica quando una vasta area, arrivata ad una certa capacità produttiva, non è più in grado di sostenerla e di conseguenza, la domanda di beni e di servizi diminuisce. Non dipende, quindi, solo da quello che fa la Metalcastello, ma anche da quali decisioni prenderanno i nostri fornitori e i nostri clienti per far fronte a questa crisi energetica». Per quanto riguarda quello che, invece, è sotto il vostro controllo come vi muoverete? «Utilizzando tutta una serie ‘best practice’ (buone pratiche, ndr) che ci permetteranno di risparmiare o sul consumo dell’energia o sul costo dell’energia».
Tra questi accorgimenti, c’è anche quello di spostare la maggior parte della produzione di notte?
«Noi abbiamo 260 dipendenti e il nostro stabilimento lavora già a ciclo continuo durante il giorno e durante la settimana, ma quella di utilizzare di più la notte è una ipotesi molto concreta. Ne esistono altre, come avere una ancora più accurata programmazione del lavoro, ed è su questo che stiamo ragionando. Al momento non abbiamo subito una flessione della produzione, ma non possiamo negare che vi sia stato un aumento dei costi dovuti a questioni internazionali e che ci costringono a pagare di più l’energia e anche se non abbiamo responsabilità, dobbiamo essere noi a trovare delle risposte efficaci». Da quanto dice lei, sembra più orientato a chiedere ai vari enti pubblici un contributo per passare alle rinnovabili, piuttosto che un sostegno economico temporaneo. «La situazione che stiamo vivendo ci dice che non possiamo più affidarci ai vecchi o attuali sistemi per produrre energia. Dobbiamo trovare il modo per essere autonomi perché altrimenti saremmo sempre dipendenti da qualcuno e da qualcosa. Investire oggi sul fotovoltaico, ad esempio, ci consentirà di essere autonomi per i prossimi sessanta anni e questo sarà un vantaggio non piccolo perché ci consentirà una collocazione sul mercato molto diversa e soprattutto molto più libera».
Massimo Selleri, Il Resto del Carlino – 8 ottobre 2022