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Dehors, le attività: sarà una mazzata per il turismo

Forti perplessità da parte dei negozianti dell’area. «Un luogo magico che torna in mano al degrado. E i danni economici saranno enormi». Moline e dintorni, la strategia.

«Eliminare i dehors? Significherebbe ferire profondamente l’economia di piazza Santo Stefano». Biagio Giordano lavora a due passi dalle sette chiese, «un luogo magico» come lui stesso lo definisce «ma che senza i suoi ormai celebri tavolini lungo il portico, potrebbe rischiare di perdere fascino e, soprattutto, ‘vita’. Sarebbe un vero e proprio dramma se dovesse assumere i tratti di altre piazze della città, prive di dehor e ora oggetto di degrado». Così come Francesco Cantamessa, che conosce bene la zona, da diversi anni. «Sarebbe una mazzata non indifferente per gli esercenti, ma anche per il turismo: in quanti si fermano a fare aperitivo davanti a questa cartolina? – sottolinea il cittadino -. Mi ricordo com’era la piazza vent’anni fa: un luogo piuttosto malfamato. I dehors sono stati una spinta per ritrovare il decoro che oggi può vantare».

«Perché minare in questo modo un luogo di ritrovo per moltissimi giovani? – si domanda Sofia Tomasi -. Sarebbe un grande peccato». «I dehors rendono questo spazio ordinato e sotto controllo» aggiunge Maria Elena Laureati, a cui fa eco Simone Favalli: «La decisione comporterebbe un danno indiretto anche alle attività vicino alla piazza, perché in queste strade si soffermerebbero molti meno turisti e bolognesi». «Un grave colpo» anche secondo Mattia Roma, che «metterà in difficoltà chi necessita dei tavoli all’esterno, soprattutto nella stagione estiva. Si stavano facendo grandi passi in avanti anche per ciò che riguarda il turismo, ma eliminare i dehor sarà un ostacolo da non sottovalutare». Francesca Gori, invece, sottopone ad analisi diversi aspetti. «Da un lato posso capire i residenti, che di notte e nei fine settimana sono disturbati dal frastuono. Dall’altra parte, però, so che elementi di questo tipo aiutano la clientela dei bar a crescere e concedono ai cittadini e ai turisti di godersi questa piazza sorseggiando un caffè». «Il dehors crea un ambiente esteticamente più piacevole – aggiunge Antonio Colucci -, se dovessero toglierli, sarebbe fondamentale creare almeno un’alternativa per aumentare il flusso di visitatori».

g.d.c., Il Resto del Carlino, 22 luglio 2002

Moline e dintorni, la strategia

La stretta sui dehors di piazza Santo Stefano è il secondo atto di un processo che Matteo Lepore e la sua giunta hanno fatto partire una ventina di giorni fa, con il riassetto di via delle Moline e del dittico San Gervasio-Belvedere. In queste due strade però i dehors non spariranno: in via delle Moline saranno sensibilmente ridotti, ma ogni attività avrà la sua quota. Mentre intorno al Mercato delle Erbe la situazione rimarrà pressocché invariata, con alcuni punti dove dovrebbe in verità spuntare qualche tavolino in più. I progetti d’area oggetto di revisione sono stati introdotti con il nuovo regolamento dei dehors, varato dalla giunta Merola nel 2018. Molte concessioni quinquennali scadranno l’anno prossimo, e il Comune darà due anni di proroga per recuperare dai due anni di magra con la pandemia.

Il Resto del Carlino, 22 luglio 2022

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