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Corno, il grido di dolore: «Intere famiglie sul lastrico»

Le associazioni degli operatori del turismo dopo lo stop agli impianti «Non si può trattare così un settore già allo stremo, vogliamo subito i ristori»

Lizzano «Non si può trattare così un settore già allo stremo». Questo il grido di dolore urlato dalle vette del Corno alle Scale da parte degli operatori del turismo bianco che aderiscono ad Assoturismo-Confesercenti Bologna dopo l’ennesimo voltafaccia del Governo che ha colpito alberghi, ristoranti, rifugi, guide alpine, istruttori di sci e gestori degli impianti di risalita dell’Appennino bolognese alla vigilia dell’apertura della stagione sciistica. «Il fatto più triste – incalza Filippo Donati che di Assoturismo-Confesercenti è il presidente regionale – è constatare come non ci sia da parte del ministero della Sanità italiano una benchè minima considerazione della necessità per gli operatori del turismo di una pianificazione delle loro attività, di una tempistica certa.

Cambiare idea un giorno prima dell’avvio della stagione, oltre a non portare guadagno, mette in serie difficoltà non solo le attività ricettive e dei servizi turistici nelle località coinvolte, ma anche i rifugi alpini e tutta la filiera del turismo montano, che in questi mesi hanno investito per garantire tutta la sicurezza sanitaria indispensabile per ripartire. Tutti questi operatori prima di domenica scorsa avevano già assunto nuovo personale e acquistato quintali di prodotti». Visto il blocco delle attività, Tania Landini, gestore dell’Albergo Appennino di Vidiciatico ed esponente di AssHotel Confesercenti Bologna, è tornata a fare l’insegnante.

«Eravamo già tutti pronti – racconta – quando domenica pomeriggio ci è arrivata la doccia fredda del blocco degli impianti sciistici. Qui a Vidiciatico i 25 operatori turistici, riuniti nel Consorzio Quota 1945 Corno alle Scale, già la settimana scorsa con grande entusiasmo si erano preparati alla riapertura di ogni attività, osservando tutte le prescrizioni per tenere lontano il Covid-19. Sabato scorso erano state fatte le assunzioni dei ragazzi per gli impianti. La neve c’era e anche tanta. Tutto era pronto per ripartire alla grande. Poi l’annuncio del ministro Speranza».

E Medardo Montaguti, vice presidente provinciale di Confcommercio Ascom Bologna con delega alla montagna, aggiunge: «Intere famiglie sono sul lastrico. Decine di attività non hanno ricevuto nemmeno i ristori di marzo 2020. Adesso vogliamo che i prossimi ristori arrivino subito e che siano compensativi degli effettivi mancati introiti e non solo un palliativo».

Nicodemo Mele, Il Resto del Carlino 17 febbraio 2021

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