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Per i locali è un nuovo lockdown: «I ristori? Solo una paghetta»

Vottero (Ascom): «Danni a tutta la filiera». Oggi manifesta Campi Aperti

«Siamo un settore già in ginocchio e lo saremo ancora di più». Con queste parole Vincenzo Vottero, presidente dei ristoratori di Ascom Bologna, commenta la chiusura di bar e ristoranti che seguirà al passaggio dell’Emilia-Romagna in zona arancione. «Possiamo soltanto fare asporto e delivery — prosegue — che è una percentuale infinitesimale di quello che le nostre aziende realizzano e quindi ci saranno grandissime difficoltà». E anche il modo in cui è stata comunicata la notizia ha un suo peso: «Oggi (ieri per chi legge, ndr) è venerdì, c’è chi ha già fatto provviste per il fine settimana e domenica passiamo in zona arancione.

Ci danno la comunicazione con 48 ore di tempo. È una mancanza assoluta di rispetto nei confronti di tutta la nostra categoria, perché è una cosa che si ventilava da giorni. Chi ci rifonde di questo danno?». Poi allarga la visione: «I ristori previsti dal Governo sono una paghetta. Da maggio a oggi i ristoratori non hanno incassato milioni. La maggior parte ha eroso il proprio capitale. Ci stiamo giocando 20mila posti di lavoro sulla provincia di Bologna, con la filiera che ci va dietro, perché noi siamo la punta dell’iceberg».

Da domenica, quindi, saracinesche abbassate per una categoria che negli ultimi tempi ha visto spesso cambiare le regole. «Almeno questo crea un momento di chiarezza rispetto a quello che si può fare o non si può fare—afferma Massimo Zucchini, presidente di Confesercenti Bologna—. Non si poteva andare avanti con un Dpcm ogni due giorni, è stato delirante». Ma, fatta questa premessa, sono urgenti gli aiuti: «Rispetto a quello che è stato dato con il locale aperto, quello che dovrà essere dato a locale chiuso ci si aspetta che sarà diverso».

Ieri si è levata anche la protesta dei mercati contadini, una ventina a Bologna. Palazzo d’Accursio ha infatti deciso di chiudere da oggi i mercati all’aperto, inclusi appunto quelli contadini, in applicazione dell’ordinanza regionale di mercoledì. Ma quest’ultima, puntualizza Confagricoltura, «stabilisce il divieto in assenza di appositi piani, adottati dai sindaci» e aggiunge che «il piano anti-Covid c’è, eppure il Comune impone ugualmente lo stop».

Per i soli agricoltori che partecipano al Mercato Ritrovato, l’associazione stima «perdite di circa 150mila euro causate dalla chiusura fino al 3 dicembre, che salgono a 500mila euro considerando l’intero comparto». Intanto, l’associazione Campi aperti ha indetto una manifestazione: «Domani (oggi per chi legge, ndr) porta il tuo omaggio al mercato cancellato in piazza San Rocco», si legge su Facebook.

Ieri è infine intervenuto Enrico Postacchini, presidente di Confcommercio Emilia-Romagna, contro la chiusura nel fine settimana prevista dall’ordinanza regionale anche per le medie strutture di vendita: «Rischia di compromettere l’attività di quelle imprese del commercio che, nonostante la dimensione della loro superficie, non generano rischi di assembramento».

Elisa Grossi, Il Corriere di Bologna 14 novembre 2020
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