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Micropedonalizzazione, Osteria del Cappello e Nu Lounge

«Sempre aperti a luglio e agosto Speriamo che tornino i turisti» afferma Selvaggia Lazzari. Elena Esposito: «Ma credo nella ripresa, proporremo musica dal vivo».

All’incrocio con via de’ Fusari tavolini pronti ad allargarsi: «Metteremo transenne e un addetto al traffico».

Selvaggia Lazzari, titolare con Marianna Di Giansante dell’Osteria del Cappello in via de’ Fusari, siete soddisfatti dell’ok alla micropedonalizzazione nell’angolo con via Marescalchi? «Sì, e per questo ringraziamo il Comune. Abbiamo già sentito l’architetto, vorremmo mettere i tavolini dal passo carraio nella prima metà di via Marescalchi fino all’incrocio con via de’ Fusari. Certo, potremmo mettere i tavoli già in questi giorni e siamo arrivati un po’ lunghi, ma siamo contenti di poterlo fare».
Quanti tavoli metterete? «Credo una dozzina».
Come si svolgerà la chiusura della via? «Ecco, da quanto abbiamo capito toccherà a noi mettere le transenne e anche un addetto per scongiurare l’ingresso dei veicoli. Vediamo, ci organizzeremo in questi giorni. Intanto stiamo interloquendo con il Comune per provare a venirci incontro».
Che cosa intende? «Stiamo ragionando sulla possibilità di estendere i tavoli anche nel secondo tratto di via Marescalchi che dà su via d’Azeglio, i commercianti ne sarebbero contenti, e davanti al nostro ingresso, su via de’ Fusari. Sarebbe bello, vediamo. L’ok che abbiamo avuto finora per pedonalizzare il primo tratto di via Marescalchi è per le giornate del sabato e della domenica» Immagino che speriate che tornino un po’ di turisti.
Com’è la ripresa post Covid? «In luglio e agosto noi di solito chiudevamo la domenica. Stavolta non solo lavoreremo sempre a luglio e agosto, ma terremo anche aperto di domenica. Sono giorni questi molto impegnativi dal punto di vista del morale, abbiamo dovuto mettere tutti in cassa durante il lockdown, adesso abbiamo ripreso facendo il possibile. Speriamo tanto in una ripresa del turismo e del lavoro in generale. Speriamo di non dover prendere decisioni drastiche a fine anno».

«Qui le persone venivano a ‘vetrineggiare’. Ora invece non sa quante persone sono costretta a mandare via». Dà il quadro dello sconforto Elena Esposito. Ma non si abbatte. Anzi, rilancia la sfida: tavolini allargati su piazzetta della Vita per i tre locali di cui è socia. La Buca San Petronio, il Nu Lounge di via de’ Musei e il Foodies di via Marchesana. «Il dehors l’abbiamo già allargato, stiamo rivedendo in questi giorni i primi turisti, una ventina», racconta la titolare.
Come sta andando la ripresa? «La fascia d’era tra i 20 e i 30 anni è come se non avesso sentito il lockdown. Un cocktail se lo fa lo stesso. Mentre per le persone più adulte è un po’ più complicato, si vengono meno a sedere a mangiare. Però siamo fiduciosi che le cose riprendano».
Voi facevate anche molte lauree e matrimoni. «C’è stato un calo drastico, praticamente del 100%. Ma un altro calo l’abbiamo visto anche nella clientela solita dei due bar. Prima le persone prendevano un cocktail, si guardavano intorno, andavano via, poi tornavano per un altro cocktail. Ora invece devo metterli per forza al tavolo, e mi capita di non avere più posto e di doverli mandare via. Un 30% in meno di presenze, pesante se devi pagare 9mila euro di affitto al mese».
Quindi la scelta di aggiungere tavoli per attirare maggiore clientela. «Sì, speriamo di ovviare con una quindicina di tavoli. Purtroppo lo smart working e la cassa in deroga ci hanno portato via l’effetto pranzo, mentre almeno dal giovedì, la sera, fino a domenica si lavora meglio».
Proporrete degli eventi? «Sì, certo. Io ci credo in quest’operazione, dobbiamo rialzarci. Si può fare qualcosa in più, mi piacerebbe proporre della musica. Ci vorrebbero regole più chiare a livello nazionale però, messe nero su bianco, su quello che si può e quello che non si può fare»

Paolo Rosato, Il Resto del Carlino, 26 giugno 2020
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