Alla seconda edizione di Agrofutura le degustazioni degli imprenditori associati a Confcommercio Ascom: grande gradimento per l’aperitivo nella serra di Casa Carlino
Si è conclusa con i sapori del territorio, quelli più autentici e genuini, la seconda edizione di Agrofutura. Degustazioni e aperitivi offerti dalle realtà locali associate a Confcommercio Ascom, hanno richiamato moltissimi partecipanti e curiosi, che si sono riuniti nella serra green di Casa Carlino in piazza Minghetti, cuore delle attività, e nella zona dehor allestita accanto. II tutto accompagnato dalla musica soul-dance del dj set di Bulma Brief.
Il primo assaggio è la degustazione a base di pane e salsiccia della macelleria di Porta Saragozza. «La nostra è una storia che affonda le radici nel 1936», raccontano Giulio Magagni e Virginia Dall’Olio, soci e amministratori delle aziende del gruppo MaxPi. Novant’anni fa il nonno di Virginia, Remo Dall’Olio ha avviato il primo magazzino di carni. «Ancora oggi produciamo la salsiccia fatta a mano, come ci ha insegnato lui – spiegano – reperiamo la carne senza intermediari e questo ci garantisce di selezionare la migliore qualità sul mercato».
Il secondo aperitivo è il pane del Reno a cura di Forno Palladino. A presentarne la storia e le caratteristiche «che lo rendono unico e resistente all’umidità della zona per la lievitazione acida e la poca acqua» sono Graziano Bottura dell’associazione Panificatori di Bologna, e Napoleone Neri, scrittore. «L’unico pane con cui si possono fare i passatelli», ci tengono a sottolineare. L’ultimo aperitivo è invece a base di frutta: albicocche, ‘duroni della marca’ (ciliegie) e succo di mela, tutti del nostro Appennino grazie ai prodotti di Gambaretto Alberto Alimentari. «È fondamentale valorizzare il territorio, noi offriamo prodotti di stagione e a filiera cortissima», spiega Marinella Degli Esposti di Gambaretto Alimentari e podere Marmocchio. È proprio il caso di dirlo: Agrofutura ha soddisfatto tutti. Ha fatto scoprire le eccellenze culinarie, trasportando i partecipanti in un viaggio di sapori unici. Uno sguardo al futuro dell’agricoltura e uno allo spaccato significativo dell’eccellenza imprenditoriale emiliana in continua evoluzione, nonostante l’approccio rigoroso e legato alla tradizione.
a.a., Il Resto del Carlino -28 giugno 2026