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Commercio di prossimità «I negozi, presidi di coesione. Puntare sugli hub urbani»

I progetti tra città e provincia al centro di un convegno nella sede di Confcommercio Ascom Frisoni (Regione): «Continuiamo a investire». Postacchini: «Raggiunti risultati già concreti»

L’importanza dell’economia di prossimità, il modello Bologna e la forza dell’Emilia-Romagna. La nascita degli hub urbani, i nuovi orizzonti, le risorse, la programmazione e le politiche attive per il presente e per il futuro del commercio locale. Chiavi, spunti e temi che sono stati al centro del convegno organizzato da Confcommercio Ascom. Un viaggio tra numeri, analisi e dettagli dell’economia di prossimità nella Città Metropolitana. Tra imprese attive, rigenerazioni urbane e lotta alle desertificazioni commerciali. Una vera e propria radiografia dell’economia metropolitana, sia in una chiave comparativa con Italia ed Europa, che con delle analisi specifiche degli hub del commercio. «Il commercio di prossimità è un presidio economico, sociale e urbano fondamentale. Per questo continuiamo a investire», spiega Roberta Frisoni, assessora regionale al Turismo e al Commercio.

L’entrata in vigore della legge 12 del 2023, 14 milioni di euro messi in campo dalla Regione sugli hub urbani e da pochi giorni la nascita di un nuovo bando, da 10 milioni, per le imprese del commercio di vicinato perché «vogliamo dare un’ulteriore risposta concreta alle attività del settore», prosegue Frisoni. Da qui l’impegno di Confcommercio, attraverso ad esempio Cities, un percorso nazionale per migliorare i centri urbani e sostenere le economie di prossimità. «Mai come adesso si è realizzato un progetto tra pubblico e privato così, con risultati già concreti», analizza Enrico Postacchini, presidente Confcommercio Bologna. «L’obiettivo è valorizzare ancora di più il ruolo dei servizi di prossimità. Il filo rosso è sempre quello di metterli al centro delle agende urbane perché sono dei presidi di coesione sociale e di interesse pubblico», spiega Giancarlo Tonelli, direttore generale Confcommercio Bologna. Quindi ecco il Mercato delle Erbe in città, il centro storico di Budrio, via Marconi a Casalecchio, Vergato e Tolè, e il sistema dei tre hub progettato a San Giovanni in Persiceto. Progetti analizzati nello specifico da Paolo Crescimbeni, delegato Città Metropolitana per il Commercio e le Attività produttive, e dai sindaci di ogni comune coinvolto. Su Bologna invece Tonelli ha rilanciato i progetti per piazza del Baraccano, piazza Roosevelt, via Rizzoli e per la lotta al degrado con ‘XXL Piazza Libera’ e anche per San Lazzaro.

Questo perché, i negozi di vicinato e prossimità, «favoriscono integrazione, socialità, aumentano la sicurezza, accrescono il valore del territorio e sostengono l’economia locale», analizza Francesco Capobianco, head of public policy di Nomisma. E nel territorio di Bologna fattori come «l’aeroporto, l’alta velocità, la Fiera, il Tecnopolo e l’Università sono asset strategici fondamentali», conclude Erico Verderi dopo aver spiegato nel dettaglio l’importanza dell’economia metropolitana.

Nicholas Masetti, Il Resto del Carlino – 22 maggio 2026

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