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San Felice, la riapertura. «Torneremo come prima. Ma servono i parcheggi

Residenti e commercianti concordi sull’impatto della cantierizzazione. «Lasciamoci il passato e le tante difficoltà alle spalle, questa è un’area vivace». Il ’nodo stalli’: Sono spariti

«Finalmente si riparte. Torneremo pieni di gente come con la ‘vecchia’ via San Felice». Poco dopo l’ora di punta, sotto i portici di via San Felice, non sono tante le persone e le auto di passaggio. Mentre si rivedono gli autobus. Ma è ancora presto per vedere gli effetti della riapertura al traffico veicolare dopo la conclusione dei cantieri del tram, con la posa delle rotaie e il rifacimento della pavimentazione, tutta in sampietrini e cordoli di granito. Il dubbio più grande che hanno commercianti e residenti della via è: passerà solo il tram o anche le auto? La risposta: il traffico sarà promiscuo, quindi sia tram che auto. Invece, secondo tanti, si è partiti «con calma», perché «molti bolognesi che usano l’auto si sono abituati a non passare più per via San Felice, in questo anno». Altri, come racconta Barbara, pensano che «la strada sia diventata pedonale. Via San Felice è una delle strade più belle di Bologna. Restiamo positivi e vediamo più avanti», continua. Spazio ai bus. Dalle 14 di lunedì scorso, le linee 19, 35, 61 e 86 in direzione centro, provenendo da via Saffi, sono tornate a percorrere via San Felice. La linea 19, nei giorni feriali, effettuerà il transito su via San Felice per poi riprendere il percorso regolare in via Ugo Bassi. Le linee 35 e 61 (così come la linea 19 durante i TDays), dopo aver percorso via San Felice, svolteranno a sinistra su via Marconi per riprendere i loro regolari percorsi; la linea suburbana 86, invece, svolterà a destra in Piazza Malpighi per poi effettuare capolinea in Piazza San Francesco.

A partire dalle 12 di lunedì 23 sono invece tornate a transitare su tutta la strada le auto e i taxi, dalla porta fino all’incrocio con piazza Malpighi. All’inizio di via San Felice alta, nei pressi dell’incrocio con via Ugo Bassi, ci sono le sarte Lucica e Caterina. «Meno rumore e più luce – dice Lucica –. La strada è bella, non possiamo lamentarci». Poi «il tram arriverà sotto casa mia e davanti a dove lavoro», spiega Caterina. Più avanti, grazie all’Emporio San Felice è possibile fare un tuffo nel passato, in un luogo dove tutto è realizzato per durare nel tempo. Una sorta di similitudine con le rotaie del tram. «Siamo felicissimi di ripartire, nel nostro piccolo cerchiamo di dare identità alla città, grazie alle nostre botteghe – racconta Marco Abate, proprietario del negozio –. Hanno fatto un bel lavoro e spero che sia una comodità per tutti. Ora lasciamoci il passato alle spalle e andiamo avanti». Riportare le vecchie abitudini in via San Felice, secondo Chiara Manfredi di Chambre, «sarà difficile, noi bottegai dobbiamo unirci. Solo così possiamo tornare la via che eravamo». Sicuramente «la festa di sabato scorso ha aiutato i bolognesi a comprendere che la strada ora è aperta», sottolinea. Forse un po’ esclusi da questa ripartenza, però, sono i commercianti della via San Felice bassa, vicino la Porta. «Non siamo stati inclusi nella festa, ci sono rimasto male onestamente. Anche io sono stato cantierizzato per più di un anno. E hanno tolto tanti parcheggi», afferma Francesco Ardissone dell’omonimo negozio di collezionismo. Anche Enzo Mazzacurati e Marinella Montroni di Osteria da Mario si soffermano sull’assenza di posti auto in via San Felice. «Se non creano dei parcheggi limitrofi alla Porta, sarà difficile ripartire per noi ristoratori – raccontano –. Perdiamo circa l’80% delle prenotazioni perché i nostri clienti non trovano il posto». Poi la proposta: «Abbiamo tante aree dismesse, sfruttiamole per costruire un megaparcheggio a pochi passi dalle Torri», dicono. Contenti della riapertura anche Palmiro e Gian Luca Bernardo dell’Autorimessa San Felice. «Tanti negozianti hanno sofferto. Vedo meno gente in giro, ma il fine settimana è alle porte e molte persone ancora non si sono abituate», chiudono.

Giovanni Di Caprio, Il Resto del Carlino – 26 marzo 2026

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