Al via sabato la Festa del maiale, tradizionale appuntamento dell’Appennino tra gusto e musica. «Negli stand tre quintali di salsiccia»
Torna a Monghidoro l’atteso appuntamento con le tradizioni montanare. II paese dell’Appennino bolognese ospiterà la ventesima edizione della Festa del Maiale. II programma inizierà sabato 28 febbraio con aperitivi tematici, entrando nel vivo domenica 1 marzo dalle ore 8.30. I norcini mostreranno la lavorazione dal vivo delle carni suine mentre i ristoratori proporranno menù a tema, accompagnati dalla musica di Radio Mugello e dai Wild Angels.
«È una delle primissime iniziative che vanno verso la primavera – afferma Giancarlo Tonelli, direttore generale di Confcommercio Ascom Bologna -. Molti raggiungono Monghidoro per le numerose iniziative e, senza la collaborazione con le istituzioni, questo risultato straordinario non sarebbe stato possibile». Sottolinea il valore della sinergia anche Barbara Panzacchi, sindaca di Monghidoro: «È importante presentare ogni anno questa manifestazione per suggellare la collaborazione con Ascom Bologna che portiamo avanti da tanti anni. L’Appennino sta diventando una risorsa, non più un problema per la città. Se vogliamo che le famiglie si trasferiscano in montagna devono avere opportunità e servizi. La sfida è destagionalizzare gli eventi per aiutare le attività locali. Il successo dell’evento è merito dei nostri norcini». Per Medardo Montaguti, vice presidente Confcommercio Ascom Bologna: «Monghidoro offre servizi essenziali per rendere i comuni vivibili e attrattivi. Ma è fondamentale anche la tradizione e qui non manca: i nostri norcini hanno sempre fatto un lavoro importante mantenendola viva e in questo Monghidoro è la punta di diamante». Entusiasta Elena Colli, presidente Confcommercio Ascom Monghidoro: «Festeggiamo la ventesima edizione. Questa festa richiama tanta gente anche da fuori regione. Sabato faremo aperitivi a tema, domenica panini dedicati. Le feste ci permettono di raccogliere fondi per organizzare anche altri eventi: è importante essere attrattivi tutto l’anno».
Cuore dell’evento saranno le dimostrazioni dal vivo della lavorazione delle carni suine. «Venti anni sono un bel risultato – dice Damiano Gamberini, norcino -. Questa tradizione non può scomparire. Negli stand non mancherà la polenta e lavoreremo grandi quantità di carne: solo di salsiccia arriviamo a tre quintali». Pronti ad accogliere i visitatori anche i ristoratori. «Siamo alla quinta generazione, dal 1912 – ricorda Diego Pagliaroli della trattoria Da Lisetta – Per la Festa del Maiale proporremo affettati, ragù, primi e secondi. Il nostro lavoro è possibile grazie alle realtà locali e alla qualità della materia prima». In caso di maltempo la manifestazione sarà rinviata all’8 marzo.
Jasmine Catanese, Il Resto del Carlino 24 febbraio 2026