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Consumi, rinforzare il potere d’ acquisto. Stop ai contratti pirata

Sangalli (Confcommercio): dialogo con i sindacati

Presidente . Sangalli come valuta l’attuale situazione economica, dal punto di vista di Confcommercio?

«Gli ultimi dati Istat ci hanno confermato che gli allarmi sui prezzi degli alimentari erano del tutto infondati. L’inflazione in Italia è tra le più basse d’Europa, un dato che sostiene il potere di acquisto delle famiglie, generando fiducia».

I consumi restano deboli?

«Nonostante alcuni inequivocabili segnali di ripresa negli wtimi mesi, e alludo in particolare ai grandi momenti di acquisto, come il Black Friday, le partenze dell’Immacolata, Natale e l’avvio dei saldi, rimangono strutturalmente de boli».

Cosa prevede per il futuro?

«Credo che il permanere di un’inflazione contenuta, anche nei prossimi mesi, potrebbe favorire il consolidamento dei segnali più positivi, indispensabili per conseguire una crescita prossima all’1% per il 2026».

La situazione internazionale così instabile la preoccupa?

«Certo, per i suoi riflessi sulla nostra economia. Ma intanto dobbiamo dirci che senza consumi non ‘è crescita, e senza fiducia non ripartono né famiglie né imprese».


Avete da poco concluso un incontro con i maggiori sindacati. Cosa ne è emerso?

«Abbiamo proseguito il percorso comune con Cgil, Cisl e Uil, avviato a settembre, con l’obiettivo di sviluppare un fronte comune per la qualità del lavoro e la tutela delle imprese sane».

A cosa si riferisce?

«A un pacchetto di proposte al governo per sostenere la contrattazione di qualità. E qui porto l’esempio del Ccnl dei dirigenti del terziario, che è stato rinnovato in anticipo rispetto alla sua naturale scadenza, e contiene un rafforzamento del welfare, il sostegno al ricambio generazionale e misure per genitorialità e parità di genere».

Quali sono le vostre proposte al governo più qualificanti?

«Ci sono due punti cardine. Il primo è l’obbligo di indicare il codice unico del contratto collettivo (Ccnl) per rendere immediatamente riconoscibile quale venga applicato. È una misura di trasparenza che tutela lavoratori e imprese corrette e rende finalmente tracciabili diritti, salari e tutele».

Il secondo punto?

«Contrastare il lavoro povero. E’ una priorità non solo sociale ma anche economica, perché assicurare il rispetto dei minimi retributivi e contributivi significa difendere il potere d’acquisto dei lavoratori e, allo stesso tempo, sostenere una concorrenza leale tra imprese».

Sta per parlarmi del dumping contrattuale?

Si il tema del dumping dopo la nostra analisi denuncia dei mesi scorsi e il richiamo del Presidente mattarella, sta crescendo nella sensibilità politica. Ci sono in Senato due disegni di legge su questo tema.

Quanti lavoratori interessa il dumping?

«In Italia sono depositati al Cnel oltre mille ccnl, di cui oltre 250 nei settori terziario e turismo. Di questi ultimi, una quota consistente e crescente è costituita dai “contratti pirata” o “corsari”, sottoscritti da sigle prive di reale rappresentatività, che coinvolgono circa 160 mila dipendenti in oltre 21mila aziende».

Cosa comportano in termini retributivi e non solo?

«Salari inferiori fino al 30% rispetto ai parametri dei contratti leader, e gravi carenze sul piano del welfare e delle tutele normative. Per questo, insieme ai sindacati, abbiamo intenzione di fare una proposta unitaria per contrastare questa piaga sociale».

Come intendete affrontare il problema?

«Intanto mi faccia dire che questo dialogo costruttivo con i sindacati, pur nella diversità dei ruoli, dimostra ancora una volta la validità reale dei corpi intermedi e l’urgenza di riconoscere quelli realmente rappresentativi». In che modo agirete? La situazione internazionale così instabile la preoccupa?

In che modo agirete?

«Abbiamo davanti un fitto calendario di lavori su rappresentanza, welfare e sicurezza. Ma abbiamo anche condiviso la necessità di una manutenzione di alcune parti degli accordi sulla rappresentanza del 2015 e sul modello contrattuale del 2016, oltre che una semplificazione dei contratti, prevedendo anche uno sfoltimento del loro numero. L’obiettivo è chiedere al governo maggiore impegno per rafforzare la contrattazione di qualità, riconoscendo il ruolo insostituibile delle organizzazioni maggiormente rappresentative ».

Per le imprese resta centrale il costo dell’ energia?

«I dati del nostro Rapportoenergia 2025 raccontano che per le imprese del terziario la bolletta energetica è ancora pesante, con l’elettricità che costa in media quasi il 29% in più rispetto al periodo preCovid e il gas addirittura oltre il 70%. Per non parlare del differenziale con gli altri Paesi europei: paghiamo l’elettricità il 79,6% in più rispetto alla Francia e il 78, 7% rispetto alla Spagna».

Cosa bisognerebbe fare?

«Rendere stabili gli interventi sugli oneri di sistema, riformare il mercato elettrico, superando il legame con il prezzo del gas, e ulteriori misure per sostenere le imprese nel percorso di transizione verso l’autoproduzione e l’efficienza energetica. Speriamo davvero che il nuovo decreto energia vada in questa direzione ».

Sul fisco cosa vi aspettate dal governo?

«Che prosegua nella riduzione delle tasse con una riforma fiscale di ampio respiro. E intanto, nel breve, confermi anche per il prossimo anno la detassazione degli aumenti contrattuali».

Antonella baccaro, Il Corriere della Sera – 11 febbraio 2026

Carlo Sangalli
Carlo Sangalli – Presidente Confcommercio Imprese per l’Italia

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