II direttore Giancarlo Tonelli: «Bologna tiene la barra dritta. II turismo è una risorsa fondamentale per la città»
Giancarlo Tonelli, direttore generale di Ascom Bologna, la qua della vita, rispetto al 2024, è migliorata ulteriormente, con un quarto posto nella classifica del Sole 24 Ore. Secondo lei, a cosa è dovuto questo incremento?
«Bologna è stata fino ad oggi una città in cui si vive bene: accogliente, dinamica, capace di attrarre persone, capitali e investimenti. Anche nei periodi più difficili, segnati da incertezze economiche e geopolitiche, Bologna ha saputo mantenere la barra dritta: e questo, ci tengo a dirlo, è anche merito di un tessuto imprenditoriale che non ha mai smesso di credere nel territorio, investire e creare buona occupazione nonostante i cantieri, un mercato sempre più competitivo e un calo di potere d’acquisto delle famiglie. Poi, è chiaro, dobbiamo fare i conti anche con i problemi tipici di tante grandi città: mobilità, casa, sicurezza».
Sul tema della sicurezza state intervenendo, con il Comune, con un progetto ad hoc. I risultati, secondo lei, iniziano a vedersi?
«Si, senza dubbio. Quando nel 2025 abbiamo dato avvio al progetto “XXL Piazza Libera” lo abbiamo fatto come atto di responsabilità nei confronti della città e ci siamo posti in linea con le iniziative del Ministero dell’Interno: il problema sicurezza a Bologna, e non soltanto percepita, in diverse zone esiste. E va affrontato come sistema città, in una logica di prevenzione e di partecipazione: in piazza XX Settembre c’è Confcommercio Ascom Bologna, ma ci sono anche tanti partner istituzionali ed economici, insieme a realtà del sociale, dello sport, della cultura. Col tempo, grazie alla programmazione di “XXL Piazza Libera”, abbiamo visto cambiare le cose: oggi quello spazio, in cui, non dobbiamo dimenticarlo, transitano milioni di persone l’anno, non è più terra di nessuno; ma, attenzione, va mantenuto alto il livello di ‘sicurezza integrata’ con controllo del territorio da parte di forze dell’ordine e Polizia Locale e con il mantenimento della zona Rossa perché solo così è possibile assicurare continuità di risultati».
II turismo è un fiore all’occhiello della città. Che anno è stato il 2025 per questo settore?
«Il turismo, con dati che negli ultimi hanno confermato un trend di crescita, si conferma essere una risorsa fondamentale per Bologna e per la sua intera area metropolitana. Se però vogliamo consolidare e poi anche migliorare i dati su arrivi e presenze occorre uno sforzo ulteriore, coordinato tra i diversi attori pubblici e privati, rivolto alla promozione dell’offerta turistica della città e dell’area metropolitana, avendo la consapevolezza forte che vi sono periodi dell’anno, come Natale, Pasqua e festivi con ponti, per i quali va fatta una pianificazione annuale di iniziative che renda interessante e stimolante un soggiorno turistico a Bologna. II rischio, altrimenti, è quello di avere forti concentrazioni in alcuni periodi e poi momenti dell’anno che registrano un forte decremento. Auspichiamo per Bologna un turismo senza stagionalità, ma chiaramente servono investimenti a cominciare dal pieno utilizzo per questa finalità delle risorse dell’imposta di soggiorno».
Riguardo al commercio, cosa si aspetta per il 2026?
«Molto dipenderà dall’andamento macroeconomico, soprattutto sul piano dell’inflazione e della ripresa dei consumi: il problema non è più soltanto l’evasione o il fatto che clienti e consumatori possano preferire canali diversi per l’acquisto come l’online rispetto ai negozi tradizionali, ma il reale potere d’acquisto delle famiglie. Certo, le previsioni cambiano a seconda del settore: food, tecnologia, benessere e cura di sé ormai da tempo fanno la parte del leone, mentre alcuni comparti più tradizionali, come la moda, stanno attraversando una fase di profondo ripensamento. Qui è fondamentale il lavoro delle associazioni di categoria: sul piano della formazione, dell’innovazione digitale, dell’attivazione di progetti in grado di rivitalizzare centri ed economie urbane».
Cantieri del tram e della Garisenda stanno penalizzando il commercio porta a porta? Ascom, in quest’ottica, come agisce?
«Dall’inizio dei lavori, sia della rete tranviaria, sia della torre, siamo al fianco delle aziende nell’area di influenza dei vari cantieri. Inutile girarci attorno, sono stati e continuano a essere anni molto difficili per chi ha un’attività su strada, anni caratterizzati per più di 1.700 aziende da gravi problemi di accessibilità e, per molte di loro, di fatturato. I disagi sono stati quotidiani per chi vive, lavora e risiede a Bologna e anche se oggi, mi viene da dire finalmente, da un lato cominciamo a intravedere il “fine lavori”, almeno per la linea Rossa (perché sulla linea verde c’è il forte timore di un prolungamento dei tempi), dall’altro resta aperto un tema enorme per il futuro della nostra comunità: come sarà la mobilità della città con l’entrata in esercizio del tram? È una riflessione che prima o poi l’Amministrazione comunale dovrà affrontare per dare le risposte che imprese e cittadini chiedono».
Come Confcommercio Ascom, Bologna cosa può offrire di più?
E come? «Credo che il compito fondamentale di un’associazione sia quello di mettere imprenditrici e imprenditori nelle condizioni più vantaggiose per fare al meglio il loro lavoro, a prescindere dal settore di attività. Confcommercio Ascom Bologna ha sempre messo, e continuerà a mettere, al centro della propria azione l’impresa: il suo valore economico, certo, ma anche quello sociale. Perché un’azienda crea ricchezza e lavoro ma, soprattutto nel caso del terziario, può contribuire alla rigenerazione delle nostre città e alla qualità della vita delle nostre comunità. Per questo, nel 2026, come Associazione le nostre attenzioni saranno rivolte soprattutto all’applicazione della nuova Legge regionale per lo sviluppo dell’economia urbana e alla transizione digitale delle Pmi».
Nicholas Masetti, Il Resto del Carlino – 29 gennaio 2026