Il presidente Aiop, Cesare Salvi Il presidente Aiop Salvi: “Per la prima volta nel 2025 limiti a prestazioni per chi viene da fuori”
Cesare Salvi, presidente regionale di Aiop, quanti sono i pazienti di altre Regioni accolti nelle strutture private accreditate dell’Emilia-Romagna?
«Da gennaio a settembre i cittadini di altre Regioni ricoverati in Emilia-Romagna sono stati 86.484, di questi 50.570 sono andati negli ospedali privati, pari al 58,5%. Nel 2024 erano stati 69.715 su un 120.758, pari al 58%. L’anno precedente 63.131, pari al 55%, mentre nel 2019 eravamo a 54.863 su 109.678 , ovvero il 50%».
A che punto è la discussione con viale Aldo Moro sulla possibilità di istituire un tetto ai pazienti da fuori Regione?
«Abbiamo raggiunto l’accordo per il 2025. All’inizio volevano mettere un tetto a tutte le perstazioni. Alla fine per fortuna la decisione è stata quella di uniformarsi al Veneto. Quindi di mettere un tetto per la bassa complessità equivalente al fatturato 2023 delle strutture. E di legare l’alta complessità al fatturato 2024, però le strutture sono libere di produrre di più. Diciamo che entro questi limiti si è certi di ottenere un rimborso, mentre l’eccedenza va discussa in Stato-Regioni. Comunque sia è la prima volta che si fissa un tetto: è stata una richiesta del Mef».
Quante sono e cosa fanno qui le strutture private accreditate?
«Sono una quarantina in regione, parliamo soprattutto di ortopedia. Ma ci sono anche due cardiochirurgie molto importanti, a Lugo e Modena. Poi c’è una parte di riabilitazione, penso alla Salus di Rimini e a Villa Bellombra. Inoltre abbiamo una nicchia di case di cure psichiatriche per minori. Come clniche private accreditate costiamo circa il 6% del bilancio sanitario regionale, quindi 600 milioni, e forniamo mediamente tra il 20-25% del totale delle prestazioni rese ai residenti dell’Emilia-Romagna».
La direttrice del Sant’Orsola Chiara Gibertoni ha parlato di mobilità canaglia” riferendosi alla pratica di pescare pazienti tramite la libera professione “anche per patologie sulle quali si potrebbe avere una soluzione anche di prossimità”. Sta parlando di voi?
«Non so cosa intendesse dire la direttrice Gibertoni e non intendo entrare in questa polemica. È ovvio che alcune delle cliniche che abbiamo sul territorio fanno parte di grossi gruppi estesi in tutta Italia come il Gruppo Garofalo, Villa Maria o il gruppo San Donato, ma dire se è mobilità indotta non è compito mio. Se in regioni meno sviluppate c’è carenza di offerta è chiaro che il cittadino si sposta».
La Regione dice che così però i servizi rischiano di non funzionare più per gli emiliano-romagnoli.
«Da noi c’è posto. Già oggi potremmo svolgere un 25-30% di prestazioni in più a favore dei cittadini emiliano-romagnoli. Se c’è un progetto noi ci siamo».
La Toscana aveva messo un tetto anni fa?
«Ci ha provato ma poi è tornata indietro. E quest’anno ha addirittura aumentato il budget per l’accoglienza dei pazienti extra-Regione nel privato accreditato». —C.G.
C.G. , Il Resto del Carlino -11 novembre 2025