Incontro sulle aree interne, l’assessore regionale Baruffi: «Numeri positivi, ma restano criticità». E Ascom spinge perla bretella Reno-Setta
«Dopo il Covid Monte San Pietro ha visto tante persone che dalla città si sono spostate verso le nostre zone più montane. Penso a Monte Pastore che prima aveva solo richieste come seconde case, adesso le ha come prima casa. E tra le nuove attività insediate c’è una certa vivacità commerciale, nonostante l’e-commerce e i grandi centri commerciali vicini». Con queste parole Monica Cinti, sindaca di Monte San Pietro, si è fatta testimonial della nuova vivacità che sta vivendo l’Appennino Bolognese. Non a caso ieri mattina ha ospitato nella chiesa romanica della Badia la presentazione del ‘Rapporto Montagne Italia 2025’, realizzato e pubblicato un mese fa dall’Uncem (Unione nazionale comuni e comunità enti montani). Tanti i sindaci dell’Appennino bolognese presenti all’evento, insieme ai parlamentari Virginio Merola e Andrea De Maria. «Ma la nostra montagna ha bisogno di politiche dedicate – ha proseguito la sindaca Cinti – comuni, Regione e Governo devono rimuovere gli ostacoli che creano differenziazioni e diseguaglianze. A cominciare dal fisco. Un bar in un punto di montagna e uno in città non possono avere la stessa tassazione. La funzione sociale di un bar in una zona isolata è molto più importante di uno che sta in una zona a grossa concentrazione commerciale. Stesso discorso per l’agricoltura.
Molte aziende agricole sono a part-time, nel senso che non sono l’attività principale dei gestori. E questo è un problema per noi, visto che con il comune sono i principali tutori contro il dissesto del territorio. Infine, le infrastrutture. Nel mio comune la via Lavino è lunga circa 25 chilometri, ma solo su due e mezzo c’è un servizio di bus ogni mezz’ora». Anche Medardo Montaguti, vice presidente di Confcommercio Ascom Bologna, ha insistito sul potenziamento della viabilità in montagna. «È necessario – ha affermato – mettere in sicurezza la Porrettana e nello stesso tempo realizzare la bretella Reno-Setta, utile per incentivare il commercio e l’artigianato e per attirare i turisti nei nostri comuni montani che sono diventati sempre più attrattivi». «Gli investimenti sull’intermodalità – è stata la risposta da remoto di Matteo Lepore, sindaco Città Metropolitana di Bologna – ci consentono oggi di essere vicini alla realizzazione di un sistema integrato (tram, metrobus, servizio ferroviario metropolitano) che per anni è rimasto fermo. Continueremo a investire per arrivare a un unico big lietto metropolitano».
E Davide Baruffi, assessore Regionale alla Montagna, ha aggiunto: «Nell’asse con la città di Firenze Bologna si qualifica come la parte più dinamica. E il merito sta nel fatto di aver conservato le infrastrutture, anche con scelte come quella fatta assieme alla Città di Bologna di destinare 13 milioni di euro alla montagna, una scelta solidale e di sistema».
Nicodemo Mele, Il Resto del Carlino- 9 settembre 2025