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«Autosalone distrutto, ma mi chiedono l’Imu»

La rabbia dell’imprenditore Lorenzo Catti, titolare di Autoimmagine, che dopo l’alluvione del 2023 ha trasferito l’attività a San Lazzaro

Indignazione e amarezza nelle parole di Lorenzo Catti, imprenditore e titolare di Autoimmagine, che ha visto la concessionaria distrutta dall’alluvione che nel 2023 ha colpito Monterenzio, ma che ancora deve pagarne l’Imu. «Sembra uno scherzo di cattivo gusto – racconta Catti–, ma non lo è. Oltre al danno la beffa. La concessionaria sulla via Idice è stata distrutta, deva- stata, non ne è rimasto più nulla, neanche un infisso e ancora mi dicono che per il 2023 devo pagarne l’Imu. Mi pare assurdo».
Il titolare di Autoimmagine, che nel frattempo, ha comincia- to i lavori per un nuovo punto vendita a San Lazzaro, aggiunge: «Sono tante le cose da dire a partire dal fatto che noi, per il 2023, non abbiamo ancora ricevuto un euro di ristori. Nulla. E se non avessimo già avuto in mente di espanderci a San Lazzaro, cosa che invece avevamo pianificato per fortuna già prima dell’alluvione di maggio 2003, ora avremmo perso tutto. Avremmo un bilancio in perdita e ci saremmo dovuti pagare an- che di tasca nostra la ricostruzione da zero del negozio di Monterenzio di cui, invece, abbiamo deciso di occuparci quando inizieremo a vedere i ristori arrivare. La nuova postazione a San Lazzaro ci ha in parte salvati anche se abbiamo dovuto affrettare i tempi come potevamo: non ci aspettavamo di do- ver trasferire la nostra attività cosi presto e all’improvviso per poter sopravvivere e stare a galla». Ma quello che fa imbufalire Catti è il fatto che ancora gli venga chiesto di pagare una tassa per un’attività di cui rimane solo
lo scheletro: «Nel dettaglio – spiega Catti – ci è stato detto di pagare, già dalla scorsa amministrazione, l’Imu per il 2023 al 50% per la parte della concessionaria, al piano terra, andata distrutta e, per di più, ci è stato chiesto di pagarla al 100% per la parte soprastante dell’immobile dove c’erano gli uffici, nono- stante, anche di quello, non sia rimasto nulla. Oltre al danno, poi, la beffa: ci chiedono anche una mora del 30% visto il ritardo nel pagamento».
Due settimane fa, dopo varie ri- chieste, Catti ha avuto un incontro con la nuova amministrazione, l’ufficio tributi e l’ufficio tecnico del Comune: «So benissimo che non è colpa dell’amministrazione, ma mi è stato detto che devo comunque pagare l’Imu: rifaranno i calcoli, ma la tassa è dovuta e anche la mora – spiega Catti –. Ho fatto alcune verifiche sul sito della Regione e ho visto che è prevista l’esenzione in casi come questo, ma allora perché non applicarla? Credo sarebbe giusto che i piccoli Comuni dell’area Savena Idi- ce facessero forza comune e portassero avanti tutte le istanze di chi, come me, si trova in questa assurda situazione».

Zoe Pederzini, Il Resto del Carlino – 8 agosto 2025

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